La Diga di Ridracoli un grande acquedotto per la Romagna

La diga di Ridràcoli è una diga ad arco-gravità che sbarra il corso del fiume Bidente nei pressi dell'abitato di Ridracoli, formando l'omonimo lago artificiale la cui costruzione è iniziata nel 1975 e conclusa nel 1982 anche se ha iniziato la sua attività dopo due anni e nel 1984.
Le opere di consolidamento dei versanti e di scavo sono state effettuate tra il 1976 e il 1979. Sono state realizzate scavando con esplosivo (oltre 170 tonnellate) i versanti della montagna, muovendo 1,1 milioni di metri cubi di roccia arenacea e marna. La particolare composizione della roccia, friabile e poco stabile, ha richiesto l'applicazione di 543 tiranti di ancoraggio, lunghi 37 metri e aggrappati a bulbi di ancoraggio in cemento armato. La costruzione della diga, conclusa nel 1983, è stata realizzata in materiali inerti, con granulometria variabile a seconda del tipo d'uso. Il calcestruzzo è stato rinforzato con barre metalliche in acciaio. Il costo di costruzione è stato innalzato dalla distanza delle fonti di approvvigionamento dei materiali: le sabbie venivano dalle cave di San Bartolo di Ravenna, la ghiaia dal fiume Marecchia, dal Metauro e dal Tevere.
Gli inerti una volta ripuliti venivano immessi insieme al cemento nelle giuste proporzioni e controllati elettronicamente, per poi essere mescolati da tre betoniere da tre metri cubi l'una. Il getto avveniva tramite benne da cinque metri cubi ciascuna, condotte al punto di scarico mediante due teleferiche che partivano dal punto della spalla sinistra della diga.
La diga per ottenere resistenza sfrutta un sistema ibrido tra quello delle dighe ad arco (che scaricano il peso sulla parete rocciosa grazie alla forma) e quello delle dighe a gravità, più tozze e massicce. È alta 103 metri e mezzo, con una larghezza massima di 36 metri alla base; sul camminamento superiore la larghezza è di soli 10 metri. La lunghezza dell'arco è di 432 metri, per un totale di 600 000 metri cubi di calcestruzzo. La struttura si sviluppa in larghezza su 27 conci, posati su un pulvino che segue il profilo della diga, a spessore variabile.
Nella spalla destra della diga si trovano gli impianti per la presa dell'acqua, che viene poi inviata all'acquedotto che alimenta le coste romagnole. La presa avviene da due imbocchi distanti tra loro 50 metri in verticale, per ottimizzare le condizioni di temperatura e torbidità dell'acqua. L'acquedotto della Romagna ha una condotta principale di 33 chilometri, capace di 3000 litri al secondo. È gestito da Romagna Acque S.p.A. e raggiunge cinquanta comuni tra le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e la Repubblica di San Marino. In tutto, fornisce acqua a circa un milione di persone.
Fonte: Wikipedia.org