Mercato Saraceno, centro di mercati e di miniere di zolfo

Mercato Saraceno, paese di circa 6.890 abitanti a 134 metri s.l.m. nella valle del Savio a 38 chilometri da Forlì e 27 circa da Cesena, si è sviluppato su un antico insediamento del XII secolo, sulla sponda sinistra del Savio e ricordato come luogo di mercati fin dai tempi remoti.
Da un documento del 1223 si ricorda che sul "Forum Saraceni era concesso il diritto di passaggio al Vescovo di Sarsina e che il Forum era di proprieta del Saraceno, figlio di Alberico degli Onesti, antica e potente famiglia di Ravenna, ricordata anche da Dante nella Divina Commedia, che svelerebbe il mistero del nome di Mercato (forum) Saraceno.
Inizialmente era composto da uno spiazzo per le fiere e i mercati settimanalie da un ponte di legno sul Savio si poteva raggiungere il Montefeltro e da un molino, ancora oggi in funzione, con l'acquaportata da un canale sotterraneo, parallelo al corso del fiume che iniziava da un allargamento del Savio, fermatosi a causa di una grossa frana.
Dalla famiglia degli Onesti, il piccolo centro passò agli arcivescovi di Ravenna che la tennero fino ai primi anni del XIX secolo.
Mercato Saraceno è stato un centro minerario di grande importanza per l'estrazione di zolfo, soprattutto nelle zone più a nord del territorio comunale. Monte Sasso, una piccola frazione poco distante dal centro storico, era rinomata, fra il XV e il XVII secolo, per la fabbricazione delle olle in terra refrattaria usate negli antichi impianti di fusione del minerale zolfiero.
Oggi, a Mercato Saraceno prevalgono le attività legate all'agricoltura e al territorio. Quattro ad esempio sono le rinomate cantine vinicole che valorizzano tradizionalmente gli antichi vitigni autoctoni di sangiovese e albana. Le bellezze paesaggistiche, i percorsi naturalistici per appassionati di mountain-bike e cicloturismo (famoso il tracciato della "Nove Colli"), l'ospitalità delle terre romagnole e dei suoi antichi borghi fanno di Mercato Saraceno una piacevole sosta nella vallata del Savio, prima di percorrere gli ultimi chilometri che separano queste terre dalla Toscana e dalla foresta umbro-casentinese.
DA VEDERE 
- Chiesa di Santa Maria Nuova 
- Pieve di San Damiano
- Chiesa di Santa Maria della Vita 
- Pieve di Monte Sorbo
- Palazzo Gori 
- Palazzo Dolcini