22. lug, 2019

VIA ROMEA DEI GUIDI ... altri percorsi per rivivere i viaggi verso Roma

La VIA ROMEA DEI GUIDI è parte integrante del percorso della VIA ROMEA GERMANICA nata come progetto turistico della Associazione Strada Marrone del Mugello di Marradi, nato sul percorso de "Viaggio del Concilio di Firenze" di un anonimo segretario che al seguito del vescovo russo ortodosso Isidoro, arrivò al Concilio di Firense del 1437. Da Mosca a Lubecca, l'Austria e le Alpi, arriva a Ferrara e da qui, attraverso la Val Lamone e Marradi giunge a Firenze.
Il cammino è stato ricostruito per rivivere l'affascinante cammino medioevale nella selvaggia natura di Romagna e Toscana diviso in undici tappe per un totale di 2015 chilometri collegando i complessi monastici della zona come la Pieve in Ottavo di Brisighella, l’Abbazia di Santa Reparata a Marradi, l’Eremo di S. Barnaba a Gamogna, l'Abbazia di San Giovanni Battista in Acereto a Lutirano, l’Abbazia di San Benedetto in Alpe, l’Eremo ed il Monastero di Camaldoli ed infine il santuario francescano della Verna.
Un percorso di antiche strade romane che scavalcavano l'appennino e che venivano utilizzate dalle tante genti che andavano a Roma, dalle terre lontane del Nord e dell'Est europeo, passando per le Alpi, lungo la Pianura Padana e gli insidiosi appennini
Chi arrivava da Occidente scendeva per la via Francigena; gli ungari e i tedeschi avevano la loro strada, la “melior via” per Roma, che chiamavano “Teutonica” , o anche “Germanica”, o “di Alemagna”. I percorsi erano tanti, l’importante era calarsi fino alla vetusta Via Emilia, potente traversa messa dai Romani a tagliare di netto il centro nord della penisola.
In un diploma di Federico Barbarossa del 1164 sono confermati a Guido Guerra tutti i possessi della Romagna e della Tuscia e tutte le regalie e i diritti giurisdizionali sulle stesse terre. Molti di questi possedimenti si trovavano nella fascia Appenninica come Modigliana, Brisighella, Marradi, Portico, San Benedetto, Dovadola, Porciano con castelli e Abbazie sotto il loro Patronato.
Questi grandi signori dell’Appennino, incrementarono il movimento di uomini e merci da una parte all’altra dei versanti toscano, emiliano e romagnolo avendone tutto da guadagnare con la riscossione dei pedaggi. In questa “politica stradale” i Guidi non agirono da soli ma si appoggiarono ai monaci Vallombrosani e Camaldolesi.
I Vallombrosani si dedicarono alla costruzione di ponti e di hospitalia contribuendo sicuramente al ripristino della vecchia “Faventina” godendo, in questo caso, anche dell’appoggio di un’altra grande famiglia dell’Appennino: gli Ubaldini, grandi avversari dei Guidi.
I Camaldolesi contando invece sull’aiuto dei Guidi migliorarono le vie di comunicazione verso Gamugno, Acereta, nella valle del Bidente e del Montone.
Itinerario riconosciuto dalla Associazione Italiana Vie Romee, è censito sulla carta Club Alpino Italiano sez. di Firenze -01-Appenniono Fiorentino, ediz 2018.

I PERCORSI
1 – VIA DEI GUIDI – Casalborsetti – Villanova
2- VIA DEI GUIDI – Villanova – Faenza
3 – VIA DEI GUIDI – Faenza – Brisighella
4 – VIA DEI GUIDI – Brisighella – Il Poggiolo
5 – VIA DEI GUIDI – Il Poggiolo – Marradi
6 – VIA DEI GUIDI – Marradi – San Benedetto
7 – VIA DEI GUIDI – San Benedetto – Castagno D’Andrea
8 – VIA DEI GUIDI – Castagno D’Andrea – Stia
9 – VIA DEI GUIDI – Stia – Camaldoli
10 – VIA DEI GUIDI – Camaldoli – Rimbocchi
11 – VIA DEI GUIDI – Rimbocchi – La Verna

Fonte: www.stradadelmarrone.it