FORLI e CESENA

22. giu, 2019

Domenica 23 giugno, alle 21 al Teatro Fabbri di Forlì l’omaggio a Domenico Modugno
“Mister Volare” ha colorato - di blu, naturalmente - un’intera stagione italiana; ha saputo trasformare le melodie e il linguaggio, pur restando saldamente radicato alla tradizione popolare e del belcanto. Domenico Modugno ha, insomma, un cuore antico e un linguaggio nuovo, se ne infischia delle mode, è un classico. E il jazz di Peppe Servillo e Furio Di Castri e dei loro uomini in frac (sax e arrangiamenti di Javier Girotto, Fabrizio Bosso alla tromba, Rita Marcotulli e Mattia Barbieri rispettivamente al pianoforte e alla batteria) non ha paura dei classici. Domenica 23 giugno, alle 21 al Teatro Diego Fabbri, le intramontabili canzoni di Modugno si vestiranno di jazz per Uomini in frac, un omaggio nel segno della poesia, del gioco e dell’affettuosa confidenza…e il terzo degli appuntamenti di Ravenna Festival a Forlì, resi possibili dalla collaborazione con l’Amministrazione Comunale e dal determinante sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.
Apparentemente distanti, jazz e canzone popolare italiana sono perfettamente conciliabili: è quanto hanno scoperto Peppe Servillo, storica voce degli Avion Travel, e Furio Di Castri dando vita a raffinati omaggi a Celentano, De André, Battisti (tutti ospitati, nel corso degli anni, anche a Ravenna Festival). E Modugno è senza dubbio un monumento della canzone italiana; il suo “volare” a braccia aperte ha accompagnato l’Italia negli anni del boom economico e ha rivoluzionato la canzone, che da allora in avanti non è più stata solo figlia del belcanto. “Pensiamo al suo uso del dialetto - nota per esempio Servillo - in tempi assolutamente non sospetti e in contesti inusuali. Inoltre il suo atteggiamento estroverso sul palcoscenico, quello di un vero attore di scuola quale in effetti era, lo ha trasformato nel primo vero ‘interprete’ della canzone italiana”.
A venticinque anni dalla sua scomparsa, con questo concerto-spettacolo Modugno può tornare sul palcoscenico del Teatro Fabbri in una sorprendente veste jazz. L’approccio è necessariamente non filologico: il jazz è onnivoro e mai snob, le sue trasformazioni di un repertorio sono basate sulla conoscenza, sulla riflessione ma anche sull’empatia. E se Servillo è uno dei cantanti più teatrali della scena italiana, Di Castri invita a seguire le piste inesplorate del continente Modugno - i colori esotici, gli echi delle bande, gli accenti folk; tutto impreziosito dalla tromba raffinata e potente di Fabrizio Bosso; dalle ance di Girotto, tra melodia e Sud America; dal pianoforte di Rita Marcotulli, intenso indagatore dei meandri melodici e armonici del repertorio italiano; dalla ricca ritmica di Barbieri.
D’altronde, come sottolinea Di Castri, contrabbassista che ha suonato con i maggiori jazzmen dell’ultimo trentennio (da Petrucciani a Rava, da Lacy a Motian), “il jazz è sempre stato un grande contenitore di tutte le musiche e quella che si fa oggi è una musica aperta a trecentosessanta gradi: la musica di Armstrong e di Ornette è una fonte di ispirazione preziosa quanto quella degli Gnawa, di Hendrix, della musica classica o delle manipolazioni elettroniche. Come diceva Ellington, esistono solo la musica bella e la musica brutta. E la musica bella è assoluta, non è legata ad uno stile o ad un genere”. Così Pasqualino marajà si mischia con l’Art Ensemble of Chicago, ‘Lu minatori con Duke Ellington, Vecchio frac con Leonard Cohen…e c’è spazio anche per il celeberrimo Lu pisce spada, storia d’amore fra pesci spada, in omaggio agli orizzonti marini di questa XXX edizione del Festival. Perché, se quest’anno si naviga “per l’alto mare aperto”, non poteva mancare il tributo a un autore nato a Polignano a Mare e che si porta il blu delle onde nel sangue e nella voce.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org 
Biglietti: platea 25 Euro (ridotti 22), galleria 18 Euro (ridotto 15)
I giovani al festival: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari (under 30), 50% tariffe ridotte.