RAVENNA e DINTORNI

13. nov, 2019

Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro propone un lungo percorso di teatro, arti performative, laboratori, dedicato alle bambine e ai bambini e ragazze e ragazzi dai 18 mesi ai 10 anni, e incontri e spettacoli per genitori e insegnanti
Torna, arricchita, una nuova edizione de La stagione dei piccoli (in collaborazione con l'assessorato alla Pubblica Istruzione e Infanzia e assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna), unico cartellone di tutte le rassegne per i più giovani, un lungo percorso in cui Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro propone tutte le attività rivolte ai bambini e alle famiglie, a partire da novembre 2019 fino all’estate 2019 presso il Teatro Rasi e il Mar. E la prima novità di questa stagione è la divisione in due sezioni della programmazione: la prima, da novembre ad aprile, che si è aperta a novembre con l’anteprima Cioccolab Slurp! (un progetto speciale dedicato a famiglie e bambini fortemente voluto dall’assessore all’artigianato del Comune di Ravenna Massimo Cameliani) nel contesto della manifestazione “Art & Ciocc 2019”; la seconda, tra maggio e giugno (e che verrà presentata in conferenza stampa ai primi di maggio), incentrata sulle rassegne Artebebè – unico festival del suo genere della provincia di Ravenna, concentrandosi sull’arte e il teatro specifici per una fascia d’età molto bassa che parte dai 18 mesi, tramite la proposta di spettacoli e installazioni realizzati in spazi intimi e a misura di bimbo – e Dalle sette alle nove, con teatro, giochi e picnic sul prato, attività collaterali a sorpresa, allestite in spazi insoliti del Teatro Rasi, nella fascia oraria dalle 19 alle 21.
«È importante che il Teatro Rasi sia un luogo capace di ospitare opere che ruotano attorno al mondo dell’infanzia – sottolineano i due direttori di Ravenna Teatro, Marcella Nonni e Alessandro Argnani – ed è anche molto importante che tutta la programmazione sia pensata per essere fruita da adulti e più piccoli insieme, perché vedere un’opera attraverso gli occhi dei bambini può essere un momento di profondo incontro».
«Lavorare con e per i bambini, anche molto piccoli, per noi è sempre stato fondamentale, molto stimolante e arricchente – spiega il direttore artistico della Drammatico Vegetale, Pietro Fenati. Il Teatro per l’infanzia è sicuramente una forma fondamentale di comunicazione e socializzazione, un’occasione per bambini e adulti di affrontare esperienze, emozioni e tematiche insieme ad altri, insieme a una comunità».
La seconda novità 2019-20 riguarda la struttura del lungo viaggio de La stagione dei piccoli, che oltre alle proposte che l’anno scorso avevamo definito “i giovedì dell’infanzia” (considerata la prevalenza di questa giornata nella programmazione) si vedrà arricchita anche di una serie di spettacoli da sala e da palco ogni sabato sera. Complessivamente, ci si potrà muovere tra performance, percorsi formativi, mostre, installazioni artistiche, incontri e laboratori, tutte attività possibili grazie alla partecipazione fattiva dei bambini e dei genitori, che insieme potranno trovare nella Stagione non solo dei momenti di gioia ma di vera e propria crescita, sempre in situazioni e condizioni di grande intimità e a misura di bambino.
In buona sostanza, La stagione dei piccoli propone ai giovanissimi e alle loro famiglie quanto di meglio offre il panorama nazionale e internazionale di teatro e arti performative per bambini; e a proposito di internazionalità, val sicuramente la pena di segnalare la presenza in cartellone degli spettacoli Pulgarcito della compagnia spagnola Teatro Paraíso (anche per un pubblico adulto), e Essere Fantastico!, che la compagnia Teatro all’improvviso ha realizzato insieme alla formazione francese Cie Sémaphore durante una residenza artistica nello spazio di Vulkano a San Bartolo, nel febbraio del 2019.
Interessante è poi decisamente anche il coinvolgimento dell’artista visivo Luca Caimmi, che rinnova i materiali di comunicazione per le tre stagioni di Ravenna Teatro (La stagione dei teatri, La stagione dei piccoli e Ragazzi a teatro), evocando uno sguardo di meraviglia per il mistero della bellezza, che gli spettacoli in programma ricercano per vie diverse. Caimmi terrà anche un laboratorio di disegno dal titolo Storie macchiate sbagliate, ispirato a Gianni Rodari, in collaborazione con Sara Panzavolta.

Segnaliamo poi l’evento speciale in febbraio Grande cavalcata rossiniana, evoluzione dell’omaggio a Gioacchino Rossini che Drammatico Vegetale sta portando avanti da qualche anno, uno spettacolo itinerante con musica dal vivo per famiglie con bambini dai 4 ai 10 anni in collaborazione con MAR Museo d’Arte della Città di Ravenna, che si svolgerà tra il MAR e il Rasi. Drammatico Vegetale sarà impegnato anche, in marzo, in Pinocchio in 7T, nuova produzione al debutto dopo l’anteprima al festival Arrivano dal mare del 2019.
«Frequentare il teatro fin da piccoli – affermano le assessore alla Cultura e all’Infanzia, rispettivamente Elsa Signorino e Ouidad Bakkali – è un’esperienza di crescita meravigliosa e unica perché consente alle bambine e ai bambini di sentirsi parte di un progetto e di una comunità, avere modelli originali di riferimento, continui spunti di riflessione, occasioni di confronto e di scambio; significa diventare adulti acquistando consapevolezza di sé e degli altri, “attrezzarsi” degli strumenti culturali più adeguati a costruire un mondo migliore».
Continuano i laboratori in lingua inglese di Menna Price, autrice e regista originaria di Cardiff, nello spazio di Vulkano a San Bartolo. Fino a dicembre un gruppo di bambini e bambine esploreranno i concetti di corpo, voce e spazio, tra gioco e sperimentazione, addentrandosi nella leggenda nigeriana Why the Sky Is Far Away legata al tema dello spreco. Lo spettacolo (al Rasi), che li vede protagonisti e che ne riprende il titolo, sarà l’esito di questa esperienza.
Infine, completa la programmazione 2019/20 la serie di tre incontri formativi (tra gennaio e marzo) per insegnanti, educatori, genitori, titolata da quest’anno Mani che muovono il mondo. Tre incontri (al termine dei quali sarà consigliata la visione di uno spettacolo con lo stesso tema) che richiedono di mettere le mani in pasta, ovvero di sperimentare direttamente, sotto la guida di esperti, l’atto creativo-artistico in modo che possa essere poi declinato nell’ambito scolastico. Gli incontri sono riconosciuti dall’Ufficio Qualificazione Scolastica e Formazione del Comune di Ravenna che dispone crediti per gli insegnanti delle scuole dell’infanzia e materne comunali. Sono inoltre aperti a tutti gli insegnanti, gli educatori e i genitori interessati.

12. nov, 2019

Giovedì 14 novembre 2019 – ore 17.30, al Teatro Rasi
CHE SI CHE NO
2-6 anni / 35 minuti / teatro di figura e d’attore - teatro per la prima infanzia
a seguire Pietre e foglie, giochi interattivi con elementi naturali
Che sì che no è il primo appuntamento de La stagione dei piccoli 2019-20. L’incontro tra due figure in continua metamorfosi, per un viaggio onirico sul tema della scelta, fatto di materie bizzarre e tocchi di poesia.
Immergersi nella materia di cui sono fatti i sogni per intraprendere un percorso di conoscenza: un colore che sporca una carta, una mano che fruga nella sabbia, il suono di un pezzo di legno che cade per terra, e poche poche parole. I bambini guardano, ascoltano, toccano ciò che li circonda e, facendo delle semplici scelte, scoprono e interpretano il mondo. Attraverso piccoli scarti, passo dopo passo, costruiscono il loro sistema di relazioni con le persone e le cose. Lo spettacolo ha vinto il premio “For the Creation of the Artistic Space” all’International Puppet Theatre Festival Katowice for Children, in Polonia.

POSTI LIMITATI. Consigliata la prenotazione.
Che sì che no
di Pietro Fenati
con Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni
musiche originali Koro Izutegui
Prima dello spettacolo, dalle 17 è aperto AltroBar del Teatro Rasi per merende e aperitivi equi. AltroBar è gestito da Villaggio Globale.
Il Teatro Rasi è in via di Roma 39
BIGLIETTI
bambini 5 € | adulti 8 € | Family Card (2 genitori + 2 bambini) 20 €
CARNET COMPLEANNO e GRUPPI ORGANIZZATI 10 ingressi 50 € | 20 ingressi 80 €| 16 ingressi 72 € Il carnet è valido per un unico evento per gruppi di adulti e bambini; è in vendita per tutta la
Stagione
INFORMAZIONI, PRENOTAZIONI e ISCRIZIONI Ravenna Teatro, Teatro Rasi via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 36239 dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18
La biglietteria del Teatro Rasi è aperta il giovedì dalle 16.00 alle 18.00 e da un’ora prima di ogni evento, tel. 0544 30227.

11. nov, 2019

Giovedì 14 novembre, ore 20.45 al Teatro Comunale di Russi
L'AMARA SPERANZA DI GIACOMINO
con Leo Gullotta
Al comunale di Russi Leo Gullotta è il professor Toti. In scena la novella di Luigi Pirandello nella rilettura drammaturgica del regista Fabio Grossi
Pensaci, Giacomino, di Luigi Pirandello, nasce in veste di novella del 1915 per poi avere la sua prima edizione teatrale, in lingua, nel 1917. Tutti i ragionamenti, i luoghi comuni, gli assiomi pirandelliani sono presenti in questa opera del grande drammaturgo italiano in scena giovedì 14 novembre al Teatro comunale di Russi (ore 20,45) per il primo appuntamento del cartellone della prosa.
Nei panni del professor Toti che propone a Lillina di sposarla per aiutarla di fronte a una inattesa gravidanza, Leo Gullotta, diretto da Fabio Grossi, anche autore dell'adattamento drammaturgico del testo pirandelliano. Liborio Natali, Rita Abela, Federica Bern, Valentina Gristina, Gaia Lo Vecchio, Marco Guglielmi, Valerio Santi e Sergio Mascherpa completano il cast dello spettacolo.
"Pensaci, Giacomino è un testo di condanna, condanna di una società becera e ciarliera, dove il gioco della calunnia, del dissacro e del bigottismo è sempre pronto ad esibirsi. La storia racconta di una fanciulla che, rimasta incinta del suo giovane fidanzato, non sa come portare avanti questa gravidanza. Il professor Toti pensa di poterla aiutare chiedendola in moglie e autorizzandola così a vivere della sua pensione il giorno che lui non ci sarà più. Naturalmente la società civile si rivolterà contro questa decisione anche a discapito della piccola creatura che nel frattempo è venuta al mondo. Il finale pirandelliano è pieno di amara speranza. Il giovane Giacomino prenderà coscienza del suo essere uomo e padre e andrà via da quella casa che lo tiene prigioniero, per vivere la sua vita con il figlio e con la giovane madre. Da qui si desume il
pensiero pirandelliano nei confronti di una società che allora era misogina, opportunista e becera. Pensaci, Giacomino racconta di uno Stato patrigno nei confronti dei propri cittadini soprattutto nei confronti della casta degli insegnanti, sottopagati e bistrattati. Grande, bella qualità del premio Nobel di Agrigento nel prevedere il futuro e, come raccontava Giovan Battista Vico, i corsi e ricorsi storici, per i quali nulla cambia: ancora oggi la società si veste dei soliti cenci, unti e bisunti. Un tempo letto con la mostruosità di giganti opprimenti presenti, determinanti, dequalificanti" (Fabio Grossi).
Il prossimo appuntamento è venerdì 22 novembre con Orchestra Cupiditas in concerto.
La vendita dei biglietti si svolgerà presso la biglietteria del teatro il martedì e il sabato dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 16 alle 19.
INIZIO SPETTACOLI: ORE 20.45
Per informazioni e prenotazioni: Teatro Comunale di Russi, via Cavour, 10
Tel. 0544/587690 |e-mail: teatrocomunalerussi@ater.emr.it  - www.comune.russi.ra.it   e www.ater.emr.it 
Tutti i giorni feriali dalle 10:00 alle 12:00.

5. nov, 2019

Lunedì 11 novembre, ore 18.00, al teatro Rasi la seconda edizione di "Storie di Ravenna" a cura di Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Giovanni Gardini, Alessandro Luparini
«Cesare fui e son Iustiniano». L’imperatore Giustiniano e l’arcivescovo Massimiano
con Luigi Dadina (attore del Teatro delle Albe), Giovanni Gardini (Museo Diocesano di Faenza-Modigliana), Alessandro Luparini (storico e direttore della Fondazione Casa Oriani), e con la partecipazione straordinaria di Maria Cristina Carile (Dipartimento di Beni Culturali, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna), Sara Vasini (artista), Alessandra Carini (direttrice di Magazzeno Art Gallery), Marco Miccoli (direttore del festival di street art Subsidenze)

Teatro Rasi – Ravenna
La serie di spettacoli Storie di Ravenna, quest’anno alla seconda edizione, nasce dalla volontà di raccontare la storia della città attraverso la voce di studiosi ed esperti, ma utilizzando i tempi e i linguaggi del teatro. Definito come un “carotaggio” nella storia della città, si tratta di una serie di incontri composti in forma di mappe narranti, a cura di un attore (Luigi Dadina), uno studioso d’arte (Giovanni Gardini) e uno storico (Alessandro Luparini). Sei attraversamenti per scandagliare il passato e interrogare il presente, cercando tracce di racconto nelle archeologie e nelle icone, nelle narrazioni orali e nelle carte. Un vero e proprio racconto a più voci, corredato di immagini e letture, che vuole arrivare a un pubblico vasto ed essere anche un momento di incontro e condivisione. L’appuntamento sarà seguito da un momento conviviale enogastronomico curato da un professionista ravennate, grazie alla collaborazione con ChefToChef/RavennaFood.
Inoltre, in sinergia con Fondazione RavennAntica e MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, esibendo il biglietto legato a uno degli appuntamenti di Storie di Ravenna, si avrà diritto all'ingresso ridotto al nuovo Museo Classis Ravenna e al MAR.
In questo secondo appuntamento di Storie di Ravenna si racconterà di Massimiano, ventottesimo vescovo di Ravenna, primo vescovo d’Occidente a portare il titolo di arcivescovo in quanto titolare di una diocesi metropolitana, e dell’imperatore Giustiniano che lo volle in città.
«Entriamo nel VI secolo, un periodo preziosissimo per la storia di Ravenna – spiega Giovanni Gardini – e lo facciamo con alcune figure fondamentali, quali l’imperatore Giustiniano, l’arcivescovo Massimiano e naturalmente l’imperatrice Teodora».
Nel 545 l'imperatore bizantino Giustiniano decise di elevare la sede di Ravenna da vescovile ad arcivescovile. Come primo arcivescovo scelse Massimiano, in quanto uomo che godeva della sua fiducia. La sua nomina seguì di pochi anni la presa della città da parte dei bizantini (540); durante il suo ministero Ravenna fu ripristinata come capitale della Prefettura del pretorio d'Italia (554). Fu ordinato il 14 ottobre 546 a Patrasso, in Grecia, da Papa Vigilio in transito verso Costantinopoli. Percepito dai ravennati come un rappresentante del potere imperiale in città, Massimiano dovette farsi accettare dai suoi nuovi fedeli dopo due mesi di residenza nell'episcopio ariano. Per conquistare la loro fiducia fece eseguire molti lavori pubblici, sia civili sia religiosi. Durante le forzate assenze da Roma di papa Vigilio, Massimiano fu di fatto primate d'Italia. Il suo episcopato rappresentò l’età d’oro della Chiesa di Ravenna: infatti furono completate e consacrate le basiliche di San Michele e San Vitale, molte altre furono abbellite, e sempre a lui si devono interamente San Giovanni, Santo Stefano e varie chiese nella natia Pola, decorate con splendidi mosaici.
Il momento conviviale enogastronomico per questa seconda data è curato dallo chef Filippo Campegiani (L’Alighieri caffè cucina).

I prossimi appuntamenti
Inizio ore 18
lunedì 9 dicembre – L’eloquenza della parola. Andrea Agnello e il Liber Pontificalis
lunedì 20 gennaio – La festa della rivoluzione. La settimana rossa del giugno 1914
lunedì 17 febbraio – “All’armi siam fascisti!”. La marcia su Ravenna del settembre 1921
lunedì 16 marzo – Una storia partigiana. La battaglia delle valli e la liberazione di Ravenna

Giovanni Gardini
Impegnato nella ricerca e nella divulgazione dell’iconografia intesa come espressione della vita e della cultura degli uomini, è docente presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose di Forlì, Rimini, Firenze e Arezzo. Lavora al Museo Diocesano e alla Biblioteca Card. Cicognani della Diocesi di Faenza-Modigliana. Ha al suo attivo numerosi articoli e saggi.

Alessandro Luparini
Fiorentino naturalizzato ravennate, dirige dal 2014 la Fondazione Casa di Oriani-Biblioteca di Storia Contemporanea, dopo avere collaborato per dieci anni con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Ravenna e Provincia. Storico contemporaneista, formatosi sullo studio dei partiti e dei movimenti politici italiani a cavallo fra Otto e Novecento, è autore e curatore di numerose pubblicazioni di storia politica e sociale ravennate.

BIGLIETTI
Ingresso unico 3 €
Carnet 6 ingressi 15 €
Buffet 7,00 €

Informazioni e prenotazioni Ravenna Teatro c/o teatro Rasi via di Roma 39, Ravenna tel. 0544.36239, organizzazione@ravennateatro.com 
Biglietteria del Teatro Rasi, tel. 0544 30227, aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e daun’ora prima dello spettacolo

5. nov, 2019

Per la Stagione dei Teatri, da giovedì 14 al domenica 17 con inizio alle ore 21.00 e 15.30 al Teatro Alighieri di Ravenna
GIACOMO PORETTI
Fare un’anima
di e con Giacomo Poretti con la collaborazione di Luca Doninelli
“Anima” è una parola silenziosa che rischia l’estinzione nel chiasso dell’oggi; una parola impalpabile, che chiede attenzione e solleva molte domande. Se le è poste con ironia e grazia Giacomo Poretti, attore comico conosciuto ai più per le sue gesta col trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Lo spettacolo prende l’avvio da un inciampo, da una scivolata, da una parola inattesa che si mette in casa propria come uno straniero inaspettato e indesiderato. Le parole sanno essere più minacciose degli uomini e con la sua caparbietà quella parola, anima, costringe a occuparsi di tutte le parole della modernità. Anima è una parolina esangue, malvestita e malnutrita, eppure è gelosa e innamorata: innamorata di noi e della vita, e come ogni amante ci vuole solo per sé.
Sabato 16 novembre alle ore 18 la compagnia incontrerà il pubblico in dialogo con Angelo Nicastro, direttore artistico di Ravenna Festival.
Questo monologo, scritto e interpretato da Giacomo Poretti, raccoglie divagazioni e provocazioni su un organo che i moderni manuali di anatomia non contemplano ma di cui da millenni gli uomini di ogni latitudine hanno parlato: quando si sviluppa l’anima in un essere vivente? Esiste realmente o è solo una chimera, un desiderio? Oppure è così infinitesimale che non la si vede nemmeno con il più grande scompositore di particelle? E alla fine, anche se la scovassimo, l'anima a che serve? Cosa ce ne facciamo? O meglio, cosa vorrebbe farne lei di noi?
«Il progetto di questo monologo – spiega Giacomo – mi frulla in testa da quando è nato mio figlio Emanuele. In quell’occasione venne a trovarci in ospedale un anziano sacerdote che mia moglie e io conoscevamo bene. Si complimentò con noi e ci disse: bene, avete fatto un corpo, ora dovete fare l’anima. Questa frase mi è rimasta dentro per molto tempo, si è sedimentata finché non mi sono deciso ad affrontare la questione, un compito certo non facile. Per affrontarla ho usato il linguaggio dell’umorismo e dell’ironia e mi sono posto un sacco di domande. Come nasce l’anima? Spunta coi dentini da latte? O dopo? Quanto incide una corretta alimentazione a farla crescere? E, nel caso, sarebbe meglio una dieta iperproteica o senza glutine, oppure povera di sodio? Ma l’anima esiste davvero o è una nostra invenzione? E ancora: è una parola da mandare in pensione o i tempi complicati che stiamo attraversando la rendono più che mai ineludibile? Fermo restando che ognuno può declinarla dandole il significato che meglio crede: impegno, senso morale, militanza civile o altro. Anima è una parola che rischia l’estinzione, a fianco dei vocaboli moderni, più chiassosi e sguaiati. È una parola strana, misteriosa e sconosciuta, ma dal suono gentile e impalpabile, leggera come un soffio, costretta alla solitudine, un po’ come i bambini che non sanno giocare a calcio e per questo sono destinati a restare seduti sul bordo del campo a vedere gli altri rincorrersi e divertirsi».
Spettacolo in abbonamento – Titolo fisso
Durata 1 ora e 20 minuti senza intervallo
IN VIAGGIO VERSO IL TEATRO
Per il terzo anno Ravenna Teatro offre ai residenti delle circoscrizioni Nord e Sud del Comune di Ravenna e, su richiesta, ai residenti del Comune di Alfonsine l’opportunità di recarsi a teatro usufruendo di un servizio navetta. L’abbonamento comprende anche Fare un’anima per la serata di giovedì 14 novembre.
Abbonamento + navetta 146 € / Under30 93 €
Fare un’anima
con Giacomo Poretti
di Giacomo Poretti
con la collaborazione di Luca Doninelli
musiche originali di Ferdinando Baroffio
scene di Ilaria Ariemme
regia di Andrea Chiodi
produzione AGIDI
Sabato 16 novembre – ore 18 – Sala Corelli del Teatro Alighieri
La compagnia incontra il pubblico in dialogo con Angelo Nicastro, direttore artistico di Ravenna Festival.

BIGLIETTI
Platea e palco I, II e III ordine
intero 26 €, ridotto* 22 €, under30 18 €, under20 9 €
Galleria e palco IV ordine
intero 18 €, ridotto* 16 €, under30 11 €, under20 9 €
Loggione
intero 7,50 €, under30 5,50 €
*Cral e gruppi organizzati, docenti, oltre i 65 anni, iscritti all’Università per gli Adulti
Bosi Maramotti, Soci Coop Alleanza 3.0, EspClub Card, Soci BCC, tessera Touring Club Italiano

Grazie al contributo di Fondazione Flaminia sono a disposizione biglietti gratuiti per gli studenti universitari iscritti al Polo di Ravenna. I biglietti saranno in distribuzione martedì 12 novembre dalle 12.30 alle 14.30 presso il Punto Ristoro a Palazzo dei Congressi.

BIGLIETTERIA
Teatro Alighieri – via Mariani 2, Ravenna – tel. 0544.249244
Teatro Rasi – via di Roma 39, Ravenna – tel. 0544.30227