RAVENNA e DINTORNI

22. feb, 2019

Kronoteatro
Martedì 26 febbraio, ore 17.30 al teatro Rasi di Ravenna, all'interno del programma non-scuola
FRATELLO + SORELLA
Liberamente ispirato a Hänsel e Gretel dei fratelli Grimm
Durata 50 minuti
Lo spettacolo, prologo della non-scuola 2019, è portato in scena da Tommaso Bianco, fondatore di Kronoteatro, insieme a due dei più giovani attori della compagnia nata ad Albenga nel 2004 grazie al laboratorio teatrale extracurricolare tenuto ancora oggi da Maurizio Sguotti, regista e anima del team, insieme allo stesso Bianco e Alex Nesti. Kronoteatro trova infatti il proprio fondamento nella reale e salda alleanza tra generazioni, nella collaborazione tra un professionista maturo e artisti più giovani, secondo un patto di reciproco scambio in cui peculiare e innovativo è proprio il fondersi di professionalità pluriennali con l’energia, la freschezza, il coraggio e lo sguardo innovatore delle nuove generazioni. Nell’estate del 2018 Kronoteatro è stato ospite – voluto dal direttore Antonio Latella – della 46ª Biennale di Venezia Teatro con una mini-personale.
Una lettura onirica della fiaba dei fratelli Grimm che analizza la solitudine, le ansie, le paure, dei ragazzi che non vengono aiutati a crescere, a essere indipendenti. Un mondo buio e spaventoso che dobbiamo abitare e combattere come prova iniziatica per poter preparaci alla maturità, alla vita.
La conosciuta storia di Hänsel e Gretel, fiaba iniziatica per eccellenza, viene in questa messinscena, contaminata con altri racconti per bambini dei fratelli Grimm, nelle quali ricorrono temi, simboli e immagini comuni. Il bosco, sentiero obbligato in un percorso di crescita, il cibo che manca e che è trappola per gli affamati, le matrigne crudeli soggiogatrici di padri inesistenti e le streghe cieche, affamate e cannibali.
I protagonisti di questo spettacolo, abbandonati dai simulacri immobili dei genitori, dovranno attraversare un freddo bosco di lamiere abitato solo da uccelli notturni e rapaci.
Fratello+sorella è uno spettacolo che molto spazio lascia all’immagine e all’atmosfera, nel tentativo di raccontare una storia tanto vecchia quanto carica di significati nascosti e allegorie misteriose.

FRATELLO+ SORELLA
Liberamente ispirato a Hänsel e Gretel dei fratelli Grimm
con Tommaso Bianco, Andrea Conserva, Viola Lo Gioco
regia Maurizio Sguotti
scene e costumi Francesca Marsella
produzione Kronoteatro

BIGLIETTI
Ingresso unico 2 €
Biglietteria aperta da un’ora prima dello spettacolo
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Ravenna Teatro tel. 0544 36239 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00
info@ravennateatro.com  - organizzazione@ravennateatro.com 
Teatro Rasi, via di Roma 39, 48121 Ravenna

22. feb, 2019

Stagione teatrale 2018/2019 per Bambini a teatro.
Domenica 24 febbraio, ore 16.00 al teatro Comunale di Russi.
L'UNIVERSO È UN MATERASSO E LE STELLE UN LENZUOLO
Ultimo appuntamento al comunale di Russi l'appuntamento domenicale per le famiglie
Si chiude con la storia del Tempo la rassegna domenicale per famiglie del teatro comunale di Russi. Domenica 24 febbraio (alle 16) in scena L'universo è un materasso e le stelle un lenzuolo, diretto e interpretato da Flavio Albanese e scritto da Francesco Niccolini, con la collaborazione artistica di Marinella Anaclerio e scene tratte da un'idea di Marco Rossi e Paolo Di Benedetto, una produzione della Compagnia del sole.
"Raccontare a un giovane pubblico la storia del Tempo, dal mito alla meccanica quantistica è divertente e utile. È un modo per divertirsi studiando, per imparare ridendo, e farsi le stesse domande che i più grandi filosofi e scienziati si sono posti nei secoli. Domande semplici ma importantissime. Il Tempo forse non esiste, come forse non esistono gli Dei, ma è altrettanto vero che esistono tutte le cose in cui crediamo. 'Le cose esistono se tu le fai esistere', quelle belle e quelle brutte. Dedicato a chi crede e non smette mai di crederci. (Flavio Albanese)".
Età consigliata: dagli 8 anni.
INIZIO SPETTACOLI: ORE 16
Per informazioni e prenotazioni: Teatro Comunale di Russi, Via Cavour, 10
Tel. 0544/587690 |e-mail: teatrocomunalerussi@ater.emr.it  -  www.comune.russi.ra.it  e www.ater.emr.it 
Tutti i giorni feriali dalle 9 alle 13, il giovedì dalle 15 alle 19.

Orari di biglietteria: martedì dalle 10:00 alle 12:00; giovedì dalle 16:00 alle 19:00; sabato dalle 10:00 alle 12:00; giorno di spettacolo dalle 19:30.
Comune di Russi: Ufficio Cultura, Teatro e Manifestazioni, via Cavour, 21
Tel 0544/587641|e-mail: cultura@comune.russi.ra.it 
Info e dettagli su www.comune.russi.ra.it  e www.ater.emr.it  facebook.com/ Teatro Comunale Russi

19. feb, 2019

Giovedì 18 aprile, ore 21.15 al Teatro Comunale di Russi (RA).
FABRIZIO BOSSO SPIRITUAL TRIO
Fabrizio Bosso – tromba;
Alberto Marsico – organo Hammond;
Alessandro Minetto – batteria
Fabrizio Bosso artist in residence
Bosso ha creato lo Spiritual Trio per eseguire un repertorio di grande appeal: sonorità eccitanti pronte a catturare sensi e anima, ritmi carichi di esaltazione. Il trio, guidato dall’incontenibile talento del trombettista, pesca nel repertorio gospel-spiritual, servendolo con una saporita aggiunta di swing e rinvigorendolo con iniezioni di hard bop: insolita unione fra gli estremi opposti della Black American Music.

Teatro Comunale, Via Cavour 10, Russi (RA).
Prevendita: Teatro Comunale, martedì ore 10-12, giovedì ore 16-19, sabato 10-12, tel. 0544.587690. Informazioni e prenotazioni: Ufficio Cultura, tel. 0544.587641 (lun-ven ore 9-13), cultura@comune.russi.ra.it, teatrocomunalerussi@ater.emr.it.
Biglietteria serale dalle ore 19, tel. 0544 587690.
Biglietti: intero euro 18, ridotto 15 (under 25, over 65, soci Touring Club Italiano, soci Combo Jazz Club di Imola).

19. feb, 2019

Massimo Popolizio – Lino Guanciale
RAGAZZI DI VITA
di Pier Paolo Pasolini
Da giovedì 28 febbraio a domenica 3 marzo 2019
Inizio ore 21, domenica ore 15.30 al Teatro Alighieri – Ravenna
Un palcoscenico nudo, pochi oggetti di scena, 19 ragazzi di vita pasoliniani, interpreti di esistenze genuine e spregiudicate, fedeltà al testo e attenzione alla parola per un teatro di grande lirismo e comunicazione. Dopo lo straordinario successo della scorsa stagione in tutta Italia, ritorna la vitalità irrefrenabile e poetica di Ragazzi di vita, creazione corale e struggente diretta da Massimo Popolizio, regista di grande competenza e inventiva – 3 premi alla regia: Premio Ubu, Premio della Critica e Premio Le Maschere, anche come miglior spettacolo – per una messinscena presa d’assalto da un pubblico entusiasta, ampio ed eterogeneo (circa 15.000 spettatori nel 2016, solo a Roma). L’energia travolgente di quel piccolo popolo di ragazzi, protagonisti del primo celebre romanzo (1955) di Pier Paolo Pasolini, affiora dalla drammaturgia di Emanuele Trevi, che ne restituisce la lingua pasoliniana riavvicinando il teatro alla letteratura e rafforzando il legame tra il teatro stesso e le radici identitarie della Città.
Protagonista dello spettacolo è Lino Guanciale, attore seguitissimo anche in televisione, e fresco del Premio Ubu 2018 come “Miglior attore” per La classe operaia va in paradiso.
Sabato 2 marzo alla sala Corelli la compagnia incontra il pubblico in dialogo con Massimo Marino, saggista e critico teatrale.
La replica di domenica 3 marzo è audio-descritta per non vedenti e ipovedenti a cura del Centro Diego Fabbri di Forlì (per informazioni tel. 0543 30244).
Il Riccetto, Agnolo, il Begalone, Alvaro, e ancora il Caciotta, Spudorato, Amerigo, sono alcuni dei “ragazzi di vita”, dalla vitalità disperata e ritratta in presa diretta nel romanzo che esplode sul palcoscenico nudo per recitare la nuda povertà delle borgate romane con la loro dolcezza furiosa, la loro impulsiva esplorazione del mondo. Un brulichio di voci e corpi che parlano in romanesco e trascorrono le loro giornate alla ricerca di qualche lira e nuovi passatempi. «In queste scene – racconta Emanuele Trevi – prevalgono una marcata gestualità e il parlato romanesco, o meglio quella singolare invenzione verbale, di gusto espressionista e non neorealistico, che Pasolini stesso definiva una lingua inventata, artificiale. Non è insomma la lingua in cui parlano effettivamente i “ragazzi di vita”, ma la loro lingua come viene percepita dal “narratore”, che è un uomo diverso da loro (interpretato da Lino Guanciale), e in tutti i sensi uno straniero». Una lingua carnale, lirica, in azione, una lingua espressionista, che attinge dalla lingua reale delle borgate frequentate dall’autore al suo arrivo a Roma, nel 1950, carico del dolore causato dalla radiazione dal Pci, dall’allontanamento dall’insegnamento in una scuola media, dalla separazione dall’amato Friuli della giovinezza.
A guidare il vasto repertorio di personaggi in questo affresco dove le vicende si alternano suddivise in diversi episodi e archi temporali, è la regia di Massimo Popolizio che ci porta “dentro” le giornate dei giovani sottoproletari. Racconti di vite con cui ci restituisce la loro generosità e la loro violenza, il comico, il tragico, il grottesco di uno sciame umano che dai palazzoni delle periferie si sposta verso il centro. «I “ragazzi” di cui parla Pasolini sono persone che lottano con la quotidianità – spiega il regista. Una vitalità infelice, la loro, e la cosa più commovente in quest’opera è proprio la mancanza di felicità. I “ragazzi di vita”, più in generale, sono un popolo selvaggio, una squadra, un gruppo, un branco di povere anime perdute ritratte nei dettagli del testo, “cammini con le scarpe scarcagnate a viso in giù… se ne sta appeso così, con gli occhi scintillanti come du’ cozze”».
Ma dal ritratto bisogna togliere la sociologia, il riferimento nostalgico a un popolo inurbato che Pasolini osservava già sul crinale della sua scomparsa. C’è la figurazione di qualcuno che non c’è più nella realtà, ma che esiste attraverso il teatro, nel corpo dell’attore, che è l’unica attualizzazione possibile. Non si tratta di ricreare l’emozione del bianco e nero di Accattone, quell’emozione è semplicemente inimitabile, bisogna crearne un’altra. «Così come bisogna guardarsi da quell’altro errore – prosegue Popolizio – che è la cosiddetta “riattualizzazione”. Ragazzi di vita è un romanzo intriso di musica, anzi di canto e di canzoni. E sulla nostra scena si canta in continuazione. Siamo in quell’aria, in quell’aere, che la voce di Claudio Villa ha depositato nel tempo, che a Roma è stato quasi un modo di atteggiarsi nella vita, prendendosi in giro».
Su tutti, a fare da tessuto connettivo tra le storie del romanzo, la figura del narratore che si aggira come uno “straniero” in visita a rendere possibili e visibili tutte le scene, Lino Guanciale. Un osservatore che a tratti si fa mediatore fra noi che guardiamo dalla platea e la vita che si stende sull’immenso palcoscenico vuoto. «Da una parte ci sono i ragazzi immersi in quello che fanno, e incapaci di vedere oltre alle immediatezze che li tengono impegnati – continua Emanuele Trevi –. Dall’altra c’è questo straniero che li spia, e che a differenza di loro vede tutto, parla di Roma come se la sorvolasse come un uccello rapace o un drone. Ma non si accontenta di rimanere lassù. È attratto dal basso, dove brulicano le storie. E in queste storie è sempre presente, perché è lui a farle iniziare, a colmarne le reticenze, a rimetterle in carreggiata quando i loro protagonisti sembrano dimenticarsi di quello che stavano facendo e dicendo».
LA LINEA DEL TEATRO – GIOVEDÌ 28 FEBBRAIO
Ravenna Teatro offre ai residenti delle Circoscrizioni Nord e Sud del Comune e Alfonsine l’opportunità di assistere agli spettacoli de La stagione dei teatri usufruendo di un servizio di navetta, per dare una possibilità in più di partecipazione a uno degli appuntamenti culturali della città. Dal risvolto sia pratico che sociale, il servizio navetta vuole raggiungere e coinvolgere una fascia di età varia ed eterogenea, con un particolare pensiero agli studenti e ai ragazzi. Questo viaggio sarà l’occasione di un farsi comunità, incontro tra cittadini che condividono la passione per il teatro e che saranno accompagnati presentando lo spettacolo in programma e illustrandone i temi e gli autori. Per informazioni su come partecipare: Ravenna Teatro tel. 0544 36239

RAGAZZI DI VITA
di Pier Paolo Pasolini
drammaturgia Emanuele Trevi
regia Massimo Popolizio
in scena Lino Guanciale
e Sonia Barbadoro, Giampiero Cicciò, Verdiana Costanzo, Roberta Crivelli, Flavio Francucci, Francesco Giordano, Lorenzo Grilli, Michele Lisi, Pietro Masotti, Paolo Minnielli, Alberto Onofrietti, Lorenzo Parrotto, Silvia Pernarella, Elena Polic Greco, Francesco Santagada, Stefano Scialanga, Josafat Vagni, Andrea Volpetti
produzione Teatro di Roma-Teatro Nazionale
Sabato 2 marzo – ore 18 – Sala Corelli del Teatro Alighieri
La compagnia incontra il pubblico in dialogo con Massimo Marino, saggista e critico teatrale
Spettacolo in abbonamento – Titolo fisso
Durata 1h e 45 minuti senza intervallo
BIGLIETTI
Platea e palco I, II e III ordine
intero 26 € / ridotto* 22 € /under30 18 € / under20 9 €
Galleria e palco IV ordine
intero 18 € / ridotto* 16 € /under30 11 € / under20 9 €
Loggione
intero 7,50 € / under30 5,50 €
Grazie al contributo di Fondazione Flaminia sono a disposizione biglietti gratuiti per gli studenti universitari iscritti al Polo di Ravenna. I biglietti saranno in distribuzione martedì 26 febbraio dalle 12 alle 14 presso il Punto Ristoro a Palazzo dei Congressi e giovedì 28 al Rasi.
BIGLIETTERIE
Biglietteria Teatro Alighieri, via Mariani 2 Ravenna, tel. 0544 249244, aperta tutti i feriali dalle 10 alle 13, il giovedì anche dalle 16 alle 18 e da un’ora prima di ogni spettacolo. Biglietteria Teatro Rasi, via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 30227 aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima di ogni spettacolo.

INFORMAZIONI
www.ravennateatro.com 

18. feb, 2019

Ravenna Teatro/Teatro delle Albe in collaborazione con Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura
STORIE DI RAVENNA
Racconti, visioni, cronache dalla fondazione a oggi a cura di Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Giovanni Gardini, Alessandro Luparini
Quarto appuntamento
lunedì 25 febbraio, ore 18
1512. LA BATTAGLIA DI RAVENNA
con Alessandro Luparini (storico e direttore della Fondazione Casa Oriani), Giovanni Gardini (Museo Diocesano di Faenza-Modigliana), Serena Simoni (storica dell’arte), Agnese Fabbri (Biblioteca Trisi di Lugo)

Teatro Rasi – Ravenna
Storie di Ravenna prosegue con un affondo sulla Battaglia di Ravenna del 1512, una delle più cruente della storia medievale, insieme agli ospiti Serena Simoni e Agnese Fabbri.
Ogni appuntamento della rassegna – in collaborazione con Alessandro Argnani e Luigi Dadina del Teatro delle Albe – sarà seguito da un momento conviviale enogastronomico, che per questa quarta data è curato dallo chef Osmani Edvirn del ristorante Radicchio Rosso di Ravenna.
Inoltre, in sinergia con Fondazione RavennAntica, esibendo il biglietto legato a uno degli appuntamenti di Storie di Ravenna, si avrà diritto all'ingresso ridotto a 5 € (anziché 7 €) al nuovo Museo Classis Ravenna.
Storie di Ravenna propone una serata dal titolo 1512. La battaglia di Ravenna, che, oltre a Luigi Dadina, Giovanni Gardini e Alessandro Luparini, vedrà protagoniste Serena Simoni (storica dell’arte) e Agnese Fabbri (Biblioteca Trisi di Lugo).
Il giorno 11 aprile 1512, domenica di Pasqua, si svolse alle porte di Ravenna una grande e terribile battaglia, annunciata – così vuole la leggenda – da prodigi di ogni tipo, fra tutti la nascita di una creatura orripilante: il Mostro di Ravenna. L’esercito franco-ferrarese affrontò e sconfisse sul campo la cosiddetta “Lega Santa”, formata da pontifici, spagnoli e napoletani. Restarono a terra circa ventimila tra fanti e cavalieri, fra i quali il giovanissimo comandante dell’armata francese, Gaston de Foix-Nemours. La storia racconta che questo fu uno dei conflitti più cruenti di tutti i tempi, che rappresentò una sorta di spartiacque del mondo moderno, a causa del massiccio impiego dell’artiglieria pesante che, di fatto, pose fine all’epoca della cavalleria. Al termine dello scontro Ravenna visse la strage e le violenze del sacco e ne restò devastata per lunghi anni a venire. Alla battaglia presero parte personaggi celebri come Ettore Fieramosca, Jacques De La Palice e Ludovico Ariosto. A ricordo, sull’argine sinistro del fiume Ronco, in zona Madonna dell’Albero, vi è una stele di marmo circondata da alti cipressi: la Colonna dei Francesi, fatta erigere nel 1557 dal cardinale Pier Donato Cesi arcivescovo di Narni, a memoria dei caduti di entrambe le parti.
Il tramite tra storia e teatro sarà incarnato dall’attore e fondatore del Teatro delle Albe Luigi Dadina, che darà voce alle storie degli ospiti – storie reali e storie che sono state ritenute tali per secoli – muovendosi lungo il labile confine tra ciò che davvero è accaduto e ciò che è stato immaginato. Una sorta di trebbo, in cui le storie emergono in modo molto spontaneo, con grande spazio anche alle immagini e all’immaginazione.
E proprio alla tradizione del trebbo si aggancia il momento conviviale che seguirà ogni appuntamento, coinvolgendo i professionisti dell’enogastronomia cittadina in questo percorso sulla storia di Ravenna e all’interno del Rasi, un teatro che sempre di più vuole aprirsi alla città ed esser vissuto come luogo di convivialità. Questa serata vedrà protagonista lo chef Osmani Edvirn e lo staff del ristorante Radicchio Rosso, che per l’occasione appronterà un piatto speciale.

BIGLIETTI
Ingresso unico 3 €
Carnet 6 ingressi 15 €
Buffet 7 €
Informazioni e prenotazioni Ravenna Teatro c/o teatro Rasi via di Roma 39, Ravenna tel. 333 7605760 – 0544 36239, organizzazione@ravennateatro.com
Biglietteria del Teatro Rasi, tel. 0544 30227, aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima dello spettacolo
www.ravennateatro.com