10. lug, 2017

Music of Weather Report di Miroslav Vitous

MIROSLAV VITOUS
MUSIC OF WEATHER REPORT
ECM - Ducale
Miroslav Vitous - nato a Praga nel dicembre del 1947 - quindi ormai settantenne - può considerarsi a buon diritto un veterano, nonchè coscenza storica di cinquant’anni di jazz - nonostante i più lo ricordino - solo per essere stato il primo bassista dei Weather Report dal 1970 al 1973; nei primi mesi del 1974 esce "Mysterious traveller" album sul quale, il basso è già passato per lo più nelle mani di Alphonso Johnson - pare per divergense artistiche fra Vitous e Joe Zawinul (padre padrone fondatore con Wayne Shorter dei Weather Report).
Miroslav Vitous, non ancora ventunenne, nel 1968 aveva partecipato all’incisione di "Now he sings - Now he sobs" (album seminale - pietra angolare per la carriera di tale Armando Corea, in arte "Chick" Corea) in trio con Roy Haynes alla batteria - e lì, si era fatto subito notare per l’agilità di diteggiatura e la freschezza del suo fraseggio innovativo al contrabbasso (qualità che lo avrebbero, in poco tempo, portato ai vertici dello strumento alla pari di Scott La Faro, Dave Holland, Niels Henning Orsted Pedersen, Ron Carter etc.) e che furono subito notate da quel volpone di Zawinul, che di musicisti se ne intendeva e aveva visto in quel ragazzone mite, dal fisico statuario, il futuro contrabbassista coi fiocchi che sarebbe diventato (e che in parte era già). Dunque, nel 1970 parte il progetto Weather Report e con Shorter e Zawinul c’è anche Miroslav che con loro incide l’omonimo primo album "Weather Report" edit. 1971 - "I sing the body electric" edit. 1972 - "Live in Tokyo" (fantastica testimonianza della turneè in Giappone) edit. 1972 - "Sweetnighter" edit. 1973 - ed è presente inoltre nel brano a sua firma "American Tango" sul già citato Mysterious Traveller" edit. 1974. A parte, tutta una serie di comprimari (comunque musicisti di primordine - su questo non erano ammesse deroghe - qualità ed obbedienza) per lo più batteristi, percussionisti e diversi bassisti - che si sono succeduti negli anni (dal 1970 al 1986) - i soli Shorter (ottantaquattrenne ad agosto) e Miroslav Vitous hanno - a tutt’oggi - le carte in regola per omaggiare e far rivivere la musica di Weather Report, senza fare il verso ai Weather Report (non so se mi sono capito) e senza far torto alle buonanime di Pastorious (D. 1987)e Zawinul (D. 2007). Miroslav si è avvalso della collaborazione di - relativamente giovani - colleghi, navigati e cresciuti ascoltando Davis e derivati; ognuno fa il "suo" con impegno e creativo rispetto: Gary Campbell e Roberto Bonisolo ai sassofoni - Aydin Esen alle tastiere - Gerald Cleaver e Nasheet Waits batteristi. "Seventh Arrow" e "Morning Lake" - composte da Vitous - erano su "Weather Report" esordio del 1971 - "Scarlet Woman" era sul già citato "Mysterious Raveller" (1974) - "Birdland" era su "Heavy Weather" del 1977 - "Pinocchio" scritta da Wayne Shorter per "Nefertiti" (1967) di Miles Davis e ripresa dai Weather Report su "Mr. Gone" del 1978.
A tutti i temi - Miroslav - fine compositore e sapiente arrangiatore - (una vita dedicata allo studio e all’insegnamento della musica) - cambia i connotati, le restituisce - "diverse", fors’anche estranee all’estetica Weather Report d’antan - ed è giusto che sia così -; qui "vivaddio" non abbiamo a che fare con una becera cover band, ma con dei "musicisti" seri, per nulla punto interessati a canoniche riletture; per chi si accontenta di quelle è vivamente consigliato l’ascolto di tutti (dico tutti) gli album Weather Report originali (scarti compresi) - leggi "This is This" edit. 1986, ultimo album compilato con materiale di risulta.
Miroslav Vitous si era già dedicato al repertorio Weather Report con "Remembering Weather Report" (ECM 2009) accreditato a Miroslav Vitous group - with Michel Portal - insieme a: Franco Ambrosetti, tromba - Gary Campbell, sax tenore - Gerald Cleaver, batteria - Michel Portal, clarinetto basso. Album sul quale non comparivano brani dei Weather Report, ma tutta una serie di temi ispirati dalla "loro" musica e da quel mood che tanto era stato innovativo.
Due Cd (oppure Lp) con il solito inconfondibile livello qualitativo ECM - grande musica consigliatissimi.

J.V.