11. giu, 2017

"Tiresia" degli Enten Eller

ENTEN ELLER
TIRESIA
Music Studio
Con Tiresia  (autunno 2016) gli Enten Eller celebrano trent’anni di attività; il gruppo, entità “storica” del jazz italiano, nasce ufficialmente nel maggio del 1986 - fondato da Massimo Barbiero (batterista e percussionista a tutto tondo) e Maurizio Brunod (chitarrista dal bagaglio tecnico invidiabile - sia all’elettrica che all’acustica, con o senza effetti).  Il nome Enten Eller riprende il titolo di una corposa opera filosofico letteraria del 1843 (la più conosciuta), dello scrittore filosofo danese Soren  Kierkegaard.
I due musicisti si sono avvalsi della collaborazione di cinque-sei amici “del giro” capaci e fidati (assetto variabile, secondo le situazioni e la disponibilità) e con questi, hanno fatto concerti e diverse incisioni; negli stessi anni hanno partecipato a vari progetti altrui (un esempio: il quartetto “Dac’ corda” di Claudio Lodati - altro ingegnere fatucchiere delle sei corde  (capace di tutto con una chitarra + vari  gingilli elettronici - geniale!) insieme a Giovanni Maier al contrabbasso; questo fino al 1996 - anno in cui la formazione si è stabilizzata a quartetto con l’ingresso di Giovanni Maier (il mondo è piccolo), mentre Alberto Mandarini - tromba e flicorno + effetti - era entrato l’anno prima (1995).
Negli ultimi vent’anni (ormai ventuno) gli impegni sul palco e in sala di incisione (nonché le collaborazioni esterne dei singoli) si sono susseguiti con una certa regolarità, infoltendo e stratificando la trama degli incontri - anche perchè, è vero che sono un quartetto, ma in quattro hanno inciso un solo lavoro; in tutti gli altri era presente almeno un “ospite”, rigorosamente e meravigliosamente in sintonia col “loro” sentire e modo di far musica. Hanno lasciato il segno, nelle “loro” vite di “uomini” di musica, personaggi del calibro di: Tim Berne - Javier Girotto - Carlo Actis Dato - etc. etc. anche molto diversi fra loro, (ma, come è noto, le diversità sono nel jazz un formidabile combustibile). Questa volta, c’è il violino di Emanuele Parrini da Orbetello che “casualmente”, di tanto in tanto, suona nella Italian Instabile Orchestra e lì, trova (mondo piccolino) anche Mandarini e Maier - quello stesso Maier Giovanni che (ma no!!?)  suona il contrabbasso su “The Blessed Prince”, recente lavoro di Parrini (jazzisti - gente con un sacco di impegni - altro che partite a calcetto!).
Massimo Barbiero - Maurizio Brunod - Alberto Mandarini - Giovanni Maier + ospite Emanuele Parrini, celebrano il trentennale di Enten Eller con un CD che è il risultato di due intense giornate di lavoro in studio; era da tempo che desideravano confrontarsi e operare completamente liberi di improvvisare senza nulla di programmato o concordato, senza “trampolini” (cellule precomposte), sia pure minimi, da cui partire. L’improvvisazione in collettivo è da sempre parte integrante del “loro” modo di far musica - specialmente dal vivo, “sul palco” dove ogni tema - ogni song (anche le più strutturate) può trasformasi e cambiare per seguire i reciproci ritorni e rimandi umorali del momento e del luogo (quindi ogni sera).
Qualche riga per inquadrare Tiresia: figura mitologica, sacerdote, indovino, della cui vicenda narra anche Ovidio; Tiresia ebbe modo di sperimentare, in fasi alterne, le condizioni psico-fisiche maschile e femminile: fù uomo, ma fù anche donna, visse pienamente ambedue le connotazioni umane con tutte le implicazioni connaturate, “sesso compreso” e questo, non piacque agli Dei che indignati lo punirono rendendolo cieco.
(Certe “cose” dovevano essere e rimanere loro prerogativa). Di Tiresia si è occupato anche Peter Gabriel con i Genesis nel testo di “The Cinema Show” dove gli fa dire:
“Sono stato ovunque, per me non c’è mistero
Quando ero uomo, come il mare mi infuriavo
Quando ero donna, come la terra donavo
In realtà, c’è più terra che mare.”
Ecco, da questo prendono vita le tre lunghe tracce (72 min.) “Morgan le Fay” - “Andromeda” e “Aylan”, dai contrasti e dall’eterno dualismo fra gli opposti (Yin e Yang - pieno e vuoto - luce e tenebre - quiete e tempesta - acqua e fuoco - terra e acqua) che sono alternativi ma si possono anche combinare e generare vita o procurar la morte che può favorire nuova vita; nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma e ...”panta rei” (tutto scorre) all’infinito.
Complimenti agli Enten Eller, auguri e lunga vita

J.V.