27. feb, 2017

Multikulti Cherry on di Cristiano Calcagnile

CRISTIANO CALCAGNILE
MULTIKULTI
CHERRY ON
Caligola
Multikulti Cherry On - lavoro prodotto dall’ottetto di Cristiano Calcagnile esplicita, già nel titolo, (Multikulti è un album di Don Cherry del 1991) l’intento di rendere omaggio all’artista prematuramente scomparso, all’età di 59 anni, nell’ottobre 1995. Come è nata l’idea è presto detto: Calcagnile & band avevano iniziato (sentendoli affini) ad inserire, nella scaletta delle esibizioni dal vivo, due-tre temi di Cherry; poi, di concerto in concerto, i brani hanno preso sempre più corpo ed importanza, incontrando i favori delle platee e così i temi sono aumentati con l’intenzione di abbracciare un po’ tutto l’arco della carriera di Cherry (40 e più anni vissuti intensamente) e le esibizioni sono diventate quasi monografiche. Poi, quando tutto è apparso cotto a puntino, la decisione di registrare qualche data per ricavarne questo CD live.
Gli otto musicisti (Cristiano Calcagnile - batteria, Gabriele Mitelli - tromba, flicorno, pocket trum-
pet, Massimo Falascone - sax alto, baritono, sopranino, Nino Locatelli - clarinetti vari, Pasquale Mirra - vibrafono, Paolo Botti - archi vari e banjo, Gabriele Evangelista - contrabbasso, Dudu Kouatè - percussioni varie) danno il meglio per interpretare il poliedrico, multietnico e policulturale mondo musicale dell’apolide Don Cherry, un uomo eccentrico - dall’aria naif - viaggiatore nell’anima - un bambino senza età, che amava le nenie, le filastrocche e gli strumentini (etnici e non) di piccole dimensioni scovati un po’ ogni dove in giro per turnè; mitica l’inseparabile pocket trumpet dall’intonazione un po’ precaria. Interpretare la musica di Don Cherry significa saper esprimere l’Africa nera, ancestrale e arcaica, il senso di infinito di certe sonorità asiatiche, l’allegria e la gioia di vivere del popolo carioca, lo spirito del blues di Chicago e tanto tanto altro ancora, con lo stesso approccio visionario di chi osservava il mondo con gli occhi sgranati di un bambino pieno di curiosità e affascinato da tutto.
Questo, a Calcagnile e sodali riesce bene, ma vanno anche oltre, decisamente oltre a tratti, grazie alla moderna sensibilità interpretativa dei singoli musicisti coinvolti; ne esce così una delle migliori prove italiane del 2016.
“Maliyè” e “Walk to the mountain” coinvolgono subito chi ascolta - altri brani, di più ampio respiro, come “Moguto suite” - “Communion suite” ed “East suite” richiedono un po’ più di attenzione, ma poi non possono che affascinare chi ha orecchie aperte e cuor leggero.
J.V.