20. dic, 2016

"Bird Calls" di Rudresh Mahanthappa

RUDRESH MAHANTHAPPA
“BIRD CALLS”
ACT - Egea
Bird Calls di Rudresh Mahanthappa vuole essere, già nel titolo, un omaggio a Charlie Parker inventore (con Dizzy Gillespie) del jazz moderno poi battezzato Be-Bop; l’altosassofonista americano di origini indiane (no pellerossa), poco più che quarantenne, ha scritto tutti brani nuovi, pensati per omaggiare, con linguaggio attuale, Parker e l’epopea del Be-bop. Quindi, nessuna rilettura di classici e no a tentazioni calligrafiche o manieristiche e il risultato è un lavoro dove energia e lucidità vanno a braccetto, questo anche grazie ai giovani della band: Matt Mitchell, pianista very smart (prestare orecchio, please!), Francois Moutin al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria entrambi smaliziati e già molto richiesti e su tutti, la sorpresa Adam O’Farrill (venti anni) figlio e nipote d’arte (padre pianista Arturo, nonno bandleader e arrangiatore Chico O’Farrill, leggenda della musica cubana) a soffiare nella tromba con sorprendenti naturalezza e personalità, al fianco di Mahanthappa per fulminanti unisono col sax alto del leader (con gli applausi delle anime di Dizzy e Bird.
Lavoro travolgente e potentissimo, la band viaggià a mille, non dimentica di onorare, qui e là, le origine indiane del leader e nemmeno le abituali frequentazioni avvanguardistico creative dei singoli; l’eredità artistica degli uomini del Be-Bop è in buone mani e farà parte del bagaglio artistico culturale degli uomini del jazz per ancora molti anni a venire.

J.V.