12. ott, 2016

Francesco Diodati e Yellow Squeeds con "Flow, home"

FRANCESCO DIODATI - YELLOW SQUEEDS
FLOW, HOME
Auand - Goodfellas
Francesco Diodati (Roma 1983) chitarrista costantemente innovativo ed illuminato compositore - attivo da oltre dieci anni (talento da subito molto gettonato) - 18 collaborazioni discografiche (la prima nel 2006) più 3 da titolare - centinaia di concerti in giro per l’Italia e per Europa, come sideman (in contesti di rango) o a suo nome; fino a poco più di un anno fà era considerato “una promessa del jazz italiano” - “un giovane emergente”. A “sdoganarlo” ci ha pensato Enrico Rava chiamandolo a far parte del suo gruppo per l’incisione di WILD DANCE suo recente CD per la ECM di Monaco.
Finalmente! - dopo i due CD con i NEKO (quartetto del quale condivide la guida con il sassofonista tenore Francesco Bigoni) sempre a marchio Auand - arriva questo “Flow, Home.” - terza prova da leader - a lincenziarlo “MATURO”, consapevole dei propri mezzi e della strada da percorrere nel prosieguo.
Il nuovo gruppo “Yellow Squeeds” è composto
da: Francesco Lento - tromba e flicorno, Enrico Zanisi - pianoforte e tastiere, Glauco Benedetti - euphonium (basso tuba) sousaphone, Enrico Morello - batteria; partners molto giovani, già affermati e motivati a far gioco di squadra pur provenendo da esperienze diverse, unanimemente consapevoli e convinti che proprio dalla condivisione paritaria delle diversità prendono forma nuove idee, nuovi linguaggi, nuovi modi di interagire; la parola d’ordine è “rimescolare le carte” e più è ampia la tavolozza - più tonalità e sfumature di colore danno vita alla musica; parti scritte ed improvvisazione giustamente bilanciate si compenetrano e si confondono in un ipnotico tourbillon di accellerazioni, rallentamenti e break improvvisi.
La cosa che salta subito all’orecchio fin dal primo
ascolto è l’aver sostituito gli usuali contrabbasso o basso eletrico con gli strumenti dal suono più
grave (basso) della famiglia degli ottoni, ovvero: euphonium e sousaphone strumenti per lo più usati dalle formazioni bandistiche per ovvie ragioni pratiche... (provateci voi a sfilare suonando un contrabbasso !!!).
L’idea è geniale (sebbene non una novità in assoluto) ed è l’elemento che più caratterizza l’intero lavoro che si compone di 9 brani: 8 originali dalla “penna” di Diodati - 1 (ottavo nella scaletta) “Played Twice” ovviamente di Monk (un faro sempre acceso).
Benedetti e Morello (definirli “sezione ritmica” è un eufemismo) sono una macchina da guerra a doppia trazione capace di affrontare qualsiasi terreno, ora Monster car, ora Soft machine, sempre in moto e apparentemente, sempre in volta per i fatti loro... e se la ridono... Sai tu qual è il tempo giusto?? quello sopra? quello sotto? o quello a lato??? Simpatiche canaglie!
E gli altri? Lento, Zanisi e Diodati dall’alto del loro talento, nonchè perizia tecnica sui relativi strumenti, fanno spallucce e idealmente: ora fanno girar palla, come nel basket, (passo palla - rubo palla - arrasto e tiro - prendo rimbalzo - ripasso palla - “and so on”) - ora, come in un rodeo, cavalcano il toro o lo stallone focoso (la sezione ritmica) attenti a non perdere contatto quando bruscamente sterza di lato o improvvisamente và giù (o sù) di giri - ora, come trapezzisti da circo, si lanciano in volo e piroettano senza rete, sicuri di ritrovare sempre l’altalena e poi, il predellino dal quale ripartire...e la musica
và, in un continuo scambio di ruoli e di dinamica. Bravi ragazzi “Nice work” - bravo Diodati pieni voti e menzione. Membri ad onorem del A.A.C.M., Association for the Advancement of Creative Musicians (Associazione per l’avanzamento dei musicisti creativi). Magari!
J. V.