11. ago, 2016

Proximity di Enrico Pieranunzi Quartet

ENRICO PIERANUNZI QUARTET
Proximity
Cam Jazz / Goodfellas
Parlare di Enrico Pieranunzi non è affar da poco, l’uomo ha alle spalle oltre 40 anni di onorata carriera (il primo Lp a suo nome è del 1975) e, dato riscontrato, 75 incisione da titolare più molte altre al servizio di colleghi di fama internazionale.
Pieranunzi, da sempre, ama avere attorno a se musicisti americani sia per le incisioni che per le touneè in giro per il mondo. Negli anni hanno suonato con lui: Jim Hall, Marc Johnson, Paul Motian, Lee Konitz, Chet Baker, Charlie Haden, Billy Higgins, Phil Woods, Chris Potter, Joey Baron per citarne solo alcuni.
Per questo “Proximity”, ha assemblato un quartetto chiamando a sè tre americani, appunto, relativamente giovani (Pieranunzi ha 66 anni) e lo ha voluto “fare strano” senza batterista.
Ha convocato: per tromba e flicorno Ralph Alessi (un musicista che, per trascorsi e frequentazioni, non era facile da immaginare accanto a Pieranunzi) - ai sassofoni tenore e soprano Donny Mc Casoline (californiano come Alessi, meno noto, ma altrettanto vivace e creativo), infine al contrabbasso Matt Penman che, con il suo instancabile lavoro, non fa sentire affatto l’assenza di un batterista.
Pieranunzi firma tutte le composizioni, 8 temi originali che lasciano ampi spazi di manovra e al piiano del leader e agli altri strumenti, per momenti di improvvisazione sia solistica che collettiva.
Assolo misurati, ispirati e personali, ma sempre assolutamente coerenti ai temi di fondo assimilati da una sorta di sensibilità di gruppo.
Musicisti di qualità al servizio, prima che di un leader molto esigente ma democratico, al servizio della musica che in questo caso verrebbe da etichettare come Jazz da camera, ma che è stata registrata a New York e da musicisti (compreso il romanissimo e italiano, ma cittadino del mondo, Pieranunzi) dalle vedute molto ampie, difficili da contenere in una stanza (“camera”) e ogni strumento può farsi armonia, melodia o anche ritmo appunto e marcare il tempo che nel Jazz, si sa, può essere molto elastico, ma sempre e comunque metronomico.
Citar titoli non serve, spesso sono di fantasia o hanno un senso per l’autore che, ovviamente, conosce la genesi di ogni singolo tema - uno per tutti “Five plus five” che, forse, sarebbe piaciuto ad Ornette Coleman.

Zone limitrofe - territori di prossimità (Proximity appunto) jazz da camera, se così vogliamo chiamarlo ma, le “stanze” possono essere anche molto diverse. Volendo farsene un’idea altri due esempi consigliabilissimi possono essere i seguenti due CD sempre senza batteria o percussioni

PAOLO FRESU E OMAR SOSA
Eros
TUK Music
Paolo Fresu - Tromba e flicorno
from Sardigna
Omar Sosa - pianoforte
from Cuba
plus: Jaques Morelenbaum - violoncello
form Brazil
Natacha Atlas - canto
from Arabia
plus: Quartetto Alborada - archi

BLEY - SHEPPARD - SWALLOW
Andando el tiempo
ECM / Ducale
Carla Bley - pianoforte
Andy Sheppard - sassofoni tenore e soprano
Steve Swallow - basso elettrico.

J.V.