20. dic, 2016

“Storia di Ravenna. Dalla preistoria all'anno Duemila” di Paola Novara e Alessandro Luparini

STORIA DI RAVENNA
Dalla preistoria all'anno duemila
di Paol Novara e Alessandro Luparini
Ed. Il Ponte Vecchio. 
Prezzo: €. 16,80.
“Storia di Ravenna. Dalla preistoria all'anno Duemila” di Paola Novara e Alessandro Luparini

pp 568 pagine con almeno trecento immagini (con una sezione a colori) per ricostruire, in una splendida sintesi, la vicenda della citttà più grande e ricca di storia di tutta la Romagna. Un libro imperdibile per tutti i ravennati e per chi ama e visita Ravenna.
Nessuna delle nostre città – e poche, del resto, anche al di fuori della Romagna – possono vantare una ricchezza di storia e d’arte come la Ravenna che per anni signoreggiò nella sua grandezza su molti secoli della nostra storia. La storia che Paola Novara e Alessandro Luparini raccontano evoca l’impareggiabile patrimonio artistico e architettonico di una città che visse antichi evi tra Occidente e Oriente, facendosi teatro delle vicende che, al tramonto dell’Impero Romano d’Occidente, la portarono sul proscenio del mondo e la elessero a sede della grande arte architettonica e musiva del Medioevo profondo, oggi patrimonio dell’umanità, e a farsi ricetto della tomba di un re barbaro, che pure aveva sognato il pacifico incontro di diverse culture, come sempre origine della civiltà. E ugualmente, per virtù di una signoria nella quale si sperimentava la magnanima cortesia della Romagna, la città si fece luogo ove raccogliere per sempre, nel raccolto silenzio di un angolo di città, il più grande dei poeti, capace di dare voce al desiderio poetico di un intero millennio, e di eternarlo.

Basterebbe questo per rendere la storia di Ravenna la più affascinante tra quelle di una terra, la Romagna, pur ricchissima di luoghi e di memorie. Sennonché, Ravenna – nel cimento della sua gente, nel ricordo di un passato inestimabile e nelle idealità comunitarie che ne arricchiscono l’identità – ha saputo anche costruire, pur tra problemi, ritardi e contraddizioni, una modernità e una contemporaneità ricche come poche, per vivacità economica, predisposizione industriale, vocazione portuale. Senza contare che qui nacquero, al morire dell’Ottocento, alcune delle istituzioni (come il movimento cooperativo) e vi svolsero un potente tirocinio i partiti destinati a segnare la storia del Novecento: nel loro orizzonte crebbe la passione civica che spiega le pagine gloriose della Resistenza e le idealità connesse ai principi della solidarietà, dell’uguaglianza, dell’incontro tra diversi, nel progetto, oggi ineludibile, della integrazione tra le culture, nel nome di una umanità condivisa.