CONSIGLIperlaLETTURA

10. set, 2019

NERO D'INFERNO 

di Matteo Cavezzali

Editore Mondadori

C’è un vecchio calzolaio che per tutta la vita ha nascosto un segreto terribile. Il suo nome è Mario Buda, altrimenti noto come Mike Boda. In America Boda’s Bomb è diventato sinonimo di autobomba, e per le imprese di Mike Boda è stata scritta la prima legge antiterrorismo del mondo, eppure nessuno si ricorda di lui. Chi è questo immigrato, questo arrabbiato che ha firmato una delle pagine meno eroiche ma più significative della lotta contro l’ingiustizia sociale?

Mario Buda arriva a Ellis Island nel 1907, partendo dalla Romagna, dove è nato e cresciuto. Alla scuola dell’anarchico Luigi Galleani impara che bisogna dire basta allo sfruttamento, al capitalismo, al razzismo. Costi quel che costi. Di giorno lavora in fabbrica, la sera commercia illegalmente whiskey nella New York del proibizionismo. Quando il governo americano approva le prime leggi contro gli immigrati italiani ed europei, iniziando i rimpatri forzati, mentre Sacco e Vanzetti sono arrestati e condannati a morte per un crimine non commesso, Mike Boda orchestra l’attentato più terrificante che l’America avesse mai subìto: una bomba a Wall Street, con 38 morti e 143 feriti. Quindi scompare nel nulla. Alcuni lo vedono in Messico, altri al confino nell’Italia fascista, altri ancora a Parigi, intento a organizzare un agguato per uccidere il Duce. Dopo un’esistenza segnata da menzogne e misteri, torna a Savignano e riprende a fare il lavoro che faceva da ragazzo e che ha sempre fatto: il calzolaio. Come se niente fosse. Portando con sé tutti i suoi segreti.

13. giu, 2019

APPUNTAMENTO A LA HABANA 
di Nevio Galeati 
Ed. Delos Passport
La Habana, 2002. Cosa si nasconde dietro l’omicidio di un investigatore privato italiano? “Appuntamento a La Habana” è il racconto finalista all’edizione 2018 del Delos Passport Contest. Autore lo scrittore-giornalista ravennate Nevio Galeati.
In qualità di capo della squadra mobile di Ravenna, Michele D’Arcangelo è pronto a gestire un’indagine per omicidio, per quanto efferato. L’uccisione di un ravennate a Cuba è però “decisamente” fuori dalla sua giurisdizione. Il fatto è che il morto in questione è Luca Corsini, un suo caro amico, quindi la questione diventa “anche” personale.
Corsini si trovava sull’isola caraibica sotto le mentite spoglie di giornalista di “cultura e spettacoli”, in occasione di un concerto organizzato per festeggiare la sigla di un accordo sullo sviluppo dei trasporti pubblici fra la municipalità dell’Avana e la Regione Emilia-Romagna. Cosa ci faceva a Cuba, l’investigatore? Su cosa indagava? Chi lo ha ucciso?
Risposte che D’Arcangelo vuole ottenere. A La Habana.
Nevio Galeati, classe 1952, ravennate, è giornalista dal 1979 e ha lavorato per i quotidiani l’Unità (1977-1986) e il Resto del Carlino (1988-2010), aggiungendo altre collaborazioni, come l’incarico di direttore responsabile del primo mensile con fumetti solo italiani, “Orient Express” (Isola Trovata, 1982-1983). Laureato al Dams di Bologna nel 1976, come giornalista è passato dalla cronaca degli spettacoli alla nera e giudiziaria. Presidente dell’associazione culturale Pa.Gi.Ne., di cui è un fondatore, dirige dal 2003 il festival di letteratura di genere GialloLuna NeroNotte. Ha pubblicato due romanzi, una decina di racconti, un testo di teatro per ragazzi, oltre a saggi sulla letteratura popolare e di genere e sui fumetti.
Il racconto è disponibile in formato e-book ed è scaricabile direttamente da questo link nei principali formati https://delos.digital/9788825409123/appuntamento-a-la-habana.

24. apr, 2019

NEL NOME DI DANTE
Diventare grandi con la Divina Commedia
di Marco Martinelli
(Ponte alle Grazie)
È in libreria Nel nome di Dante. Diventare grandi con la Divina Commedia, che Marco Martinelli ha pubblicato per i tipi di Ponte alle Grazie. L’autore e regista, insieme a Ermanna Montanari, dell’Inferno dantesco che nell’estate 2017 è stato lo spettacolo cult di Ravenna Festival, coinvolgendo migliaia di cittadini, vincendo numerosi premi e riconoscimenti, ha scritto questa originale biografia dantesca partendo da una domanda non retorica: ha ancora senso leggere, o rileggere, la Commedia di Dante Alighieri, quella che Boccaccio definì Divina? Che cosa ha da dirci oggi il padre della nostra lingua? Probabilmente tanto. Basta mettere da parte il monumento della letteratura italiana che tutti ci invidiano, quello che si è obbligati a studiare a scuola, e considerarlo anzitutto un uomo come noi.
Il Dante in carne e ossa è stato, come tutti, ragazzo e da ragazzo ha visto la sua città, Firenze, dilaniata dal conflitto tra guelfi e ghibellini; crescendo è diventato letterato e poeta, cittadino impegnato in politica, e per questo costretto all’esilio; vittima infine della malaria verrà sepolto lontano dalla sua patria, a Ravenna. Dante aveva conosciuto la realtà dell’Inferno in Terra e l’ha trasfigurata con la forza della sua immaginazione nell’Inferno, aveva sperimentato la possibilità di ricominciare e l’ha trasposta nel Purgatorio, aveva conosciuto la potenza dell’Amore e l’ha sublimata nel Paradiso. Per capirlo occorre tuttavia sapersi accostare al poeta come ha fatto Marco Martinelli grazie all’insegnamento di un altro padre: il suo. Vincenzo Martinelli ha trasmesso al figlio la passione per questo Dante a tutto tondo, così come la curiosità per la Storia, l’interesse per le vite altrui, un senso alto della politica. «E il senso nascosto, il perché delle mie lacrime – dice Martinelli – questo mi travolgeva nella lettura, la scoperta che quel libro nascondesse e al tempo stesso a me solo rivelasse il rumore delle mie lacrime, della mia fame di vita, come se Dante lo avesse scritto proprio per me quello smisurato poema, per me, Marco di Luciana e Vincenzo. Così puoi leggerlo, giovanissimo lettore, e farlo risuonare in te quel canto fatto di tre cantiche fatte di cento canti, come se Dante nell’uscire dalla “selva oscura” della sua disperazione avesse pensato, a te e a nessun altro. Anche a sette secoli di distanza. A costo di sbagliare, di andar fuori strada, di errare: ma l’errare, si sa, è un maestro sorprendente. È un rischio da correre, è quello che ci salva. Siamo in cammino, quindi possiamo inciampare. E perderci. “Nel mezzo del cammin di nostra vita”, così inizia il racconto, in un punto della notte appena prima dell’alba, di un uomo solo e smarrito. E pieno di paura».
È quindi un libro nel nome dei padri, questo: Martinelli affianca con sapienza di stile le proprie memorie ed eventi più recenti alle parole di Dante e ai racconti del suo tempo, facendo dialogare il Due-Trecento con la nostra epoca in un percorso vivo e originale, asciutto e moderno che affonda nella rilettura per il teatro della Commedia, iniziata nel 2017 con Inferno e che, dal prossimo maggio, prevede il debutto di Purgatorio (con la coproduzione di Ravenna Festival-Teatro Alighieri e Fondazione Matera-Basilicata 2019) fino al Paradiso nel 2021, per i sette secoli dalla morte di Dante.
L’AUTORE
Marco Martinelli, nato a Reggio Emilia, è tra i maggiori registi e drammaturghi del teatro italiano. Il ruolo che meglio lo descrive è quello di “poeta di compagnia”: le sue opere infatti nascono dall’interazione con gli attori del Teatro delle Albe, fondato nel 1983 insieme a Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni. All’inizio degli anni Novanta ha dato vita alla non-scuola, una pratica teatrale che mette in contatto gli adolescenti con i grandi classici del teatro. In lui e in Ermanna Montanari, con la quale condivide la direzione della compagnia, Marco De Marinis vede «due tra i pochi nuovi maestri della scena attuale»; Martinelli «ha firmato», secondo Renato Palazzi, «alcuni degli spettacoli più suggestivi di questi anni», mentre l’esperienza di «meticciato teatrale» tra attori italiani e senegalesi (da anni componente stabile delle Albe) è stata definita da Franco Quadri come «l’ultima riprova che la fabbrica del teatro africano è in Europa, come già ci avevano ammonito Genet e Brook». Ha vinto numerosi premi, tra cui sette volte il Premio Ubu per la drammaturgia, la regia e il progetto non-scuola. I suoi testi teatrali sono stati tradotti e messi in scena in dieci lingue. Il percorso dantesco inizia nel 2017 con Inferno (diretto da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari; commissionato da Ravenna Festival) - progetto in tre tappe biennali di messa in scena delle tre Cantiche della Divina Commedia che culminerà nel 2021 (anniversario dei 700 anni della morte del poeta). Sempre nel solco dantesco, fedeli d'Amore è un originale poemetto scenico dove una sola voce (quella stupefacente di Ermanna Montanari) si incarica di farne suonare innumerevoli. Un concerto che evoca la morte del poeta nel 1321, per attingere alla radicalità della sua visione etico-estetica nel tempo presente.
Dal 2016 è stato nominato "presidente onorario" della CUT-Consulta Universitaria del Teatro (il presidente onorario precedente era stato Giuliano Scabia), il più importante organo universitario legato al teatro. Con questa nomina i docenti di tutta Italia hanno voluto rimarcare l’autorevolezza e l’ampia progettualità teatrale sviluppata da Martinelli sul piano della ricerca scenica e pedagogica. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato nel 2016 Aristofane a Scampia, divertente e affascinante racconto della non-scuola dalle origini a oggi.
Le date di PURGATORIO
Matera: dal 17 maggio al 2 giugno
Ravenna: (nell'ambito del Ravenna Festival) dal 25 giugno al 14 luglio

2. mag, 2018

SORPASSI 
C'è un nuovo serial killer in città? 
di Nevio Galeati 
ed. Delos Gitali 
Un racconto più nero che giallo pubblicato dalla casa editrice Delos Digital
La casa editrice Delos Digital di Milano, fa uscire nella collana “Crime” il racconto lungo “Sorpassi” di Nevio Galeati http://delos.digital/9788825405705/sorpassi Il libro è già disponibile e in vendita sulle principali piattaforme di e-commerce librarie, e non solo: Mondadori Store, Amazon, Google Play, Kobo.
Due giovani vengono uccisi a colpi di doppietta mentre sono appartati in auto, in una larga vicino al fiume. L’assassino, che infierisce sulla ragazza anche con un coltello, non lascia tracce. La squadra mobile, diretta da Michele D’Arcangelo, teme si tratti di un serial killer.
Torna dunque Michele D’Arcangelo, coprotagonista dei gialli ambientati in Romagna, nella serie iniziata a puntate sul quotidiano “l’Unità” nel 1983, con in primo piano l’investigatore privato Luca Corsini. Qui è padrone della scena, con l’amico in vacanza non si sa (e non importa) dove. Un racconto più nero che giallo. Ma… si resta in tema.
Nevio Galeati, classe 1952, ravennate, è giornalista dal 1979 e ha lavorato per i quotidiani “l’Unità” (1977-1986), e “il Resto del Carlino” (1988-2010), aggiungendo altre collaborazioni, come l’incarico di direttore responsabile del primo mensile con fumetti solo italiani, “Orient Express” (Isola Trovata, 1982-1983). Laureato al Dams di Bologna nel 1976, come giornalista è passato dalla cronaca degli spettacoli alla nera e giudiziaria. Presidente dell’associazione culturale Pa.Gi.Ne., di cui è un fondatore, dirige dal 2003 il festival di letteratura di genere “GialloLuna NeroNotte”. Ha pubblicato due romanzi (“Telefonate e birra, d’autunno”, Fiori Blu, 1999; “Improvvisazioni per chitarra e batteria”, Foschi Editore, 2015; in ebook nel 2015), una decina di racconti, un testo di teatro per ragazzi, oltre a saggi sulla letteratura popolare e di genere e sui fumetti.

23. feb, 2018

RAME
La libertà di essere
di Giada Domeniconi
Edizioni: Il Ponte Vecchio
Prezzo: €. 10,00
Rame si configura come un romanzo dai tratti adolescenziali, ambientato nella cittadina di Cesena, la quale ospita come protagonista un ragazzo di 19 anni, alle prese con il suo futuro poiché prossimo alla maturità. I toni colloquiali del racconto animano i rapporti con le sue amicizie sbagliate e i suoi genitori limitanti, pronti ad ostacolare i suoi sogni. La prefazione è un ritorno al passato del protagonista: un passo indietro che vale all’incirca trent’anni, per rivivere la propria adolescenza e il proprio percorso di crescita. Dal primo capitolo ha inizio, invece, la vicenda, alternata a momenti paranoici di riflessione del ragazzo, alimentati dall’uso di cannabis. Con questo libro si vuole andare oltre al significato scientifico della paranoia, difatti insorge come disagio di chi ha paura di essere vivo e in diretto collegamento con la propria natura. Interessante è come il protagonista cerca, nonostante il suo abisso, di ridicolizzare la paranoia, di fuggire da essa attraverso il disegno, ciò che più ama fare. Unisce il suo insano pensare all’azione, da forma alla paranoia in un foglio, la partorisce con una matita e come creatore di essa, può diventarne anche il distruttore per liberarsene.