MOSTRE

24. apr, 2019

Le opere dell’artista torinese saranno esposte a Faenza dal 27 aprile al 12 maggio.
Inaugura sabato 27 aprile alle ore 18.00, presso la Galleria comunale Molinella (Voltone della Molinella 2, Faenza), la mostra di pittura di Sergio Saccomandi dal titolo “Il mistero nelle cose”.
Con le proprie opere l’artista vuole mostrare che tutto esprime qualcosa e tutto è significativo, esistono ritmi cosmici tra le cose e le persone, tutto è in relazione.
La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 12 maggio, con i seguenti orari: sabato e domenica, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

20. apr, 2019

Il Museo Civico delle Cappuccine promuove dal 27 aprile al 7 luglio un nuovo importante progetto espositivo, dedicato questa volta alla straordinaria carriera artistica di un personaggio che con le sue invenzioni creative ha segnato la cultura italiana dal secondo dopoguerra ad oggi: Tinin Mantegazza.
La mostra Tinin Mantegazza. Le sette vite di un creativo irriverente, organizzata in collaborazione con la Fondazione Tito Balestra Onlus e Accademia Perduta/Romagna Teatri, si aprirà sabato 27 aprile alle 17.30 con un intervento dell’artista e dei curatori Flaminio Balestra e Diego Galizzi. Sarà inoltre animata dalle incursioni di numerosi amici di Mantegazza provenienti dal mondo dello spettacolo e dell’arte. A seguire verrà offerto un aperitivo a base di prodotti e di vini del territorio.
Illustratore, pittore, scenografo e scrittore, Mantegazza è un’instancabile mente creativa che nel corso degli anni ha saputo spaziare con vivacità e disinvoltura nel campo del giornalismo, della regia, della televisione, dell’animazione culturale e dell’organizzazione teatrale.
La mostra bagnacavallese, prima grande rassegna antologica dedicata all’artista ligure da un museo pubblico, ripercorrerà le principali tappe del percorso artistico di Mantegazza, offrendo una vasta selezione di opere e documenti in grado di ricostruirne gli svariati volti. Nel percorso espositivo, composto da più di 250 disegni originali, dipinti, pupazzi, fotografie, filmati e documenti, non mancheranno le testimonianze della sua graffiante critica sociale e politica, del suo ruolo di animatore dei primi anni del cabaret milanese, nonché delle sue realizzazioni più note al grande pubblico, come il celebre sig. Toto delle schede di approfondimento di Enzo Biagi o il pupazzo Dodò, protagonista del programma Rai per bambini L’Albero Azzurro.
All’alba del suo ottantottesimo compleanno Mantegazza continua, oggi come ieri, a regalarci lampi della sua sorniona genialità, per questo la mostra del Museo delle Cappuccine non si limita a guardare al passato e alle innumerevoli tracce che Tinin ci ha lasciato della sua inventiva, ma si sforza di stare al passo con i suoi più recenti lavori di disegnatore e di scrittore, che licenzia incessantemente dalla sua casa-studio con vista sul porto di Cesenatico.
Durante il periodo di apertura della mostra, nel chiostro del museo si svolgeranno diversi eventi speciali, che porteranno a Bagnacavallo personaggi del mondo del teatro per ragazzi e della televisione che hanno accompagnato Mantegazza nel corso della sua carriera, come Claudio Madia e Claudio Cavalli della trasmissione L’Albero Azzurro. Inoltre uno spettacolo del noto comico di Zelig Flavio Oreglio racconterà l’incredibile storia del cabaret, di cui Tinin Mantegazza fu uno degli animatori nella Milano degli anni Sessanta.
La mostra Tinin Mantegazza. Le sette vite di un creativo irriverente sarà visitabile fino a domenica 7 luglio nei seguenti orari: martedì e mercoledì 15-18; giovedì 10-12 e 15-18; venerdì, sabato e domenica 10-12 e 15-19.
L’ingresso è gratuito.
Il Museo Civico delle Cappuccine è in via Vittorio Veneto 1/a a Bagnacavallo.

Per informazioni sulla mostra e sul calendario degli eventi:
www.museocivicobagnacavallo.it  - centroculturale@comune.bagnacavallo.ra.it 
Tel. 0545.280911-3

19. apr, 2019

Alla Galleria d’arte moderna e contemporanea di Villa Franceschi a Riccione dal 21 aprile al 5 maggio la mostra "La danza nella vita".
Inaugurazione domenica 21 aprile ore 17
Nel lungo week-end di Pasqua le ville storiche di Riccione sono protagoniste assolute della programmazione con l’inaugurazione di due mostre: Villa Mussolini con Il ciclismo in Romagna secondo Casadei e la Galleria d’arte moderna e contemporanea Villa Franceschi con La danza della vita.
La danza della vita nasce dalla collaborazione tra l’assessorato alla cultura e l’associazione artistica e culturale “SCultura” di Riccione, presieduta dallo scultore Anselmo Giardini, di cui fan parte tutti gli artisti che espongono in questa occasione.
Il tema della mostra è particolarmente evocativo, i significati simbolici espressi nella plasticità e dinamicità delle opere è frutto della creatività di artisti del nostro territorio che hanno lavorato con argilla e colori.
Nel percorso espositivo sarà possibile ammirare i dipinti che vanno dal 1960 ad oggi nella retrospettiva dell’eclettica Maddalena Fano Medas e le sculture di Roberta Bagli, Monica Bianchi, Luisa Canessa, Consuelo Casadei, Milena Cima, Silvana Colina, Loredana Colonna, Federica Conti, Annamaria Denti, Claudia Lazzaretti, Ombre, Daniela Priori, Sabina Sabattini, Paolo Salvadori, Milvia Terenzi, Orazio A.E.Vitaliti e Giampaolo Zanetello.
Al principio fu il verbo è invece il filmato di Valerio Tullio ispirato dal gruppo di scultori durante il processo creativo.
L’inaugurazione della mostra è in programma domenica 21 aprile alle ore 17. Il giardino della Villa si aprirà al pubblico per un vernissage che coinvolge talenti del nostro territorio come il Corpo Bandistico di Mondaino, diretto dal Maestro Marco Tasini. Con i suoi 40 elementi il gruppo si esibirà in un vasto repertorio di brani che spaziano dalla musica classica alla lirica, dalle celebri melodie partenopee alle sonorità contemporanee. A seguire il team di Ginnastica Riccione, con il suo gruppo coreografico e acrobatico coordinato da Giovanni Foschi, presenterà la performance L’arte del corpo, in dialogo con il percorso espositivo.
Si chiude con I sapori della Pasqua a cura dei nostri maestri del gusto, un viaggio tra i prodotti della tradizione pasquale e non solo, preparati da Bakery 111, La Moderna, Gelateria Slurp, Tristano, Staccoli, Fattoria del Piccione.
La mostra a ingesso libero, si potrà visitare dal 21 aprile al 5 maggio tutti i giorni dalle 15,30 alle 19,30.

18. apr, 2019

Sarà inaugurate venerdì 19 aprie e sarà visitabile fino al 16 giugno.
Con l’arrivo del lungo week-end di Pasqua entra nel vivo La Primavera del Giro di Riccione.
Il programma di appuntamenti comincia venerdì 19 aprile a Villa Mussolini con l’inaugurazione (ore 21) della mostra Il ciclismo in Romagna secondo Casadei, un progetto speciale che prende il via a trenta giorni dalla tappa del Giro d'Italia. Il percorso espositivo raccoglie immagini, visioni e memorabilia dall’archivio fotografico di Secondo Casadei, storico fotoreporter delle bici, e racconta la passione per il ciclismo non solo di campioni ma dei tanti amatori che qui sono nati e cresciuti. Casadei ha rincorso i corridori fin da quando portava i pantaloni corti e una delle prime scie che ha seguito è stata quella di un treno, “il treno di Forlì”, Ercole Baldini, storico campione olimpico. Nel percorso espositivo si incontra anche la bicicletta di Pierino Primavera, atleta degli anni ’70 che ha corso con i più grandi, tra cui Eddy Merckx, di cui si può vedere un bellissimo scatto mentre scende dal Carpegna. E poi Gimondi, Zandegù, e tanti altri miti del ciclismo, “corridori alle corse, facce e garretti, cappellini e biciclette, maglie e manubri, campioni e gregari, popolo e strada” come scrive nell’introduzione alla mostra Marco Pastonesi.
Il giornalista sportivo condurrà il talk Il Giro d'Italia a Riccione in programma dopo il taglio del nastro, e dialogherà con alcuni dei protagonisti della storia del ciclismo, Davide Cassani, Maurizio Fondriest, Ercole Baldini, Pierino Primavera.
L’allestimento della mostra è stato pensato e realizzato da Laura D’Amico, grafica e designer, e Inserire Floppino, artista, musicista e direttore di sala dello Spazio Tondelli.
Il ciclismo in Romagna secondo Casadei si potrà visitare dal 19 aprile al 16 giugno, il sabato, la domenica e i festivi dalle ore 15 alle 20. L’ingresso è libero.

18. apr, 2019

Sarà aperta al pubblico a partire dalle ore 10 di mercoledi 24 aprile, presso la Galleria Comunale d’Arte “Leonardo da Vinci”, la mostra IL SEGNO CHE RESISTE. Litografie di Tono Zancanaro. Antifascismo, Liberazione, Lavoro.
In esposizione quaranta stampe facenti parte del “corpus” calcografico del celebre artista padovano, comprendente circa mille esemplari, interamente acquisito nel 2003 dal Comune di Cesenatico, grazie al contributo finanziario ed alla consulenza dell’Istituto regionale per i beni culturali.
«Abbiamo ritenuto - affermano il sindaco Matteo Gozzoli e l’Assessore alla cultura Emanuela Pedulli - che la ricorrenza del 25 Aprile e del Primo Maggio rappresentasse l’occasione ideale per cominciare a far conoscere alla città l’esistenza di questo straordinario patrimonio artistico che attesta l’indimenticabile legame di amicizia che ha unito Tono Zancanaro a Cesenatico, mostrando opere scaturite dalla inconfondibile vena satirica del grande disegnatore o ispirate dalla memoria resistenziale e dedicate alle lotte per il lavoro negli anni del secondo dopoguerra».
Le stampe in visione, eseguite a partire dagli anni ’60, riprendono le tematiche legate all’impegno civile espresso da Zancanaro già in età giovanile. La sequenza si apre con le tavole aventi come protagonista il ‘Gibbo’, figura dominante nella produzione satirica dell’artista durante il regime fascista, qui proiettata anche nella realtà italiana postbellica, rispetto alla quale l’artista non manca di denunciare le forme alienanti del cosiddetto boom economico. Seguono litografie dedicate all’epopea resistenziale, motivate da una precisa volontà di tramando, come contributo a non dimenticare il sacrificio dei combattenti per la libertà del nostro paese. Infine, si può ammirare una serie di fogli nei quali l’artista riprende le tematiche legate al mondo del lavoro nel secondo dopoguerra con uno sguardo particolarmente attento alla realtà rurale e alle condizioni di vita di braccianti e contadini.
La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cesenatico in collaborazione con la locale sezione dell’ANPI e realizzata con il coordinamento del Servizio Beni e Attività Culturali resterà aperta al pubblico fino al 2 giugno 2019 con i seguenti orari: sabato, domenica e festivi, 10-12 e 15-19.
Tono Zancanaro, nato a Padova l’8 aprile 1906, ha iniziato a coltivare una naturale propensione per il disegno dopo gli studi ginnasiali. Nel 1929 ha soggiornato a Firenze, dove ha frequentato Ottone Rosai, e successivamente a Parigi. L’impegno politico e sociale ha improntato l’attività artistica di Tono durante il regime fascista. E’ stato poi attivo a Milano e a Roma, dove ha frequentato Treccani, Guttuso, Moravia, la Morante ed altri artisti ed intellettuali. Viaggiatore instancabile, dopo aver visitato la Cina e altri paesi mediorientali, Zancanaro ha dimorato per qualche tempo in Sicilia e dalla metà degli anni ’60 ha iniziato a frequentare Cesenatico, dove ha esposto più volte presso la rinomata Galleria d’Arte “Il Bragozzo”.
Tra il 1970 ed il ’77 ha insegnato tecnica dell’incisione all’Accademia delle belle arti di Ravenna, intensificando la propria attivita’ artistica nelle più diverse discipline e cimentandosi anche nel mosaico a contatto con le botteghe locali. Tono Zancanaro è scomparso a Padova il 5 giugno 1985.