RAVENNA e DINTORNI

13. nov, 2018
In programma per giovedì 15 novembre alle 20.30; subito dopo ci sarà un dibattito sul tema
Giovedì 15 novembre alle 20.30 il cinema Gulliver di Alfonsine, in piazza della Resistenza, ospita la proiezione del docu-film “Ma l’amore c’entra?”. Subito dopo è in programma un dibattito con la regista Elisabetta Lodoli sulla violenza di genere.
Nel docu-film la violenza sulle donne viene racconta da tre uomini che hanno avuto comportamenti violenti contro le donne e per questo si sono rivolti al centro Liberiamoci dalla Violenza dell'Ausl di Modena. Il percorso dei protagonisti è costruito sulle parole raccolte nelle interviste condotte dalla regista per due anni.
Durante la serata interverranno la sindaca di Conselice referente del Tavolo Pari opportunità dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Paola Pula e l’assessora alle Pari opportunità del Comune di Alfonsine Marzia Vicchi. L’iniziativa è presentata dalla presidente provinciale del Centro italiano femminile (Cif) Paola Pironi.
All’appuntamento saranno presenti i rappresentanti dell’associazione Demetra di Lugo, di Linea Rosa di Ravenna, di Sos Donna di Faenza, di Muoviti – Mai più uomini violenti e la dottoressa Rachele Nanni di Liberiamoci dalla violenza dell’Azienda Usl della Romagna.
L’ingresso è gratuito. L’appuntamento è a cura di Cif Alfonsine e rientra nel calendario di iniziative in programma per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
13. nov, 2018

La stagione dei piccoli del Teatro all’Improvviso
Giovedì 22 novembre 2018 – ore 18
Teatro Rasi – Ravenna
LUNA
5-10 anni / 45 minuti / teatro d’attore e d’oggetti
Lo spettacolo Luna è in programma anche nella rassegna Ragazzi a Teatro per le scuole alle ore 10
In dieci quadri dall’atmosfera leggera e surreale, un attore racconta Luna: una maestra curiosa che insegna la vita più che le solite regole e nozioni, e regala esperienze e storie ai bambini attraverso i vestiti che indossa, i suoi movimenti e gli oggetti che porta in classe. Ogni suo gesto è una traccia che li accompagna dentro sensazioni e passioni e che suggerisce loro come poter vivere con semplicità la scoperta di se stessi. Quadri che sono un inno alla bellezza, alla purezza, all’amore e alla gioia di vivere.
Luna è una maestra molto speciale, che si dedica ai suoi bambini donando loro tutta la sua anima. Anche il modo in cui insegna è particolare, decisamente fuori dagli schemi: niente numeri e verbi da imparare, niente fiumi e montagne da studiare, Luna insegna la vita, mostrando semplicemente sé stessa. Senza una parola, è in grado di affascinare suoi “piccoli tesori”, che restano estasiati e quasi ipnotizzati dalla sua sola presenza. Attraverso i vestiti che indossa, i suoi movimenti e gli oggetti che porta in classe, Luna racconta ogni volta qualcosa di diverso ai suoi allievi. Ogni suo gesto è un insegnamento, una traccia che indica un percorso che li accompagna alla scoperta di sensazioni, di emozioni e di passioni.
Luna vive in un mondo fatto di curiosità e leggerezza, privo di oppressione e violenza, ma quando si scontra con la crudeltà e la stupidità la sua reazione è potente: non si lascia sopraffare, aumenta in maniera esponenziale la materia di cui è fatta e l’intensità delle proprie emozioni, crescendo a dismisura e coprendo ogni cos con la sua ombra. La rottura dell’equilibrio è però solo temporanea, non lascia traccia nella memoria di Luna, che ritrova la propria serenità con le persone e la natura. Luna è un inno alla bellezza, alla purezza, all’amore e alla gioia di vivere.
Attraverso il proprio corpo, instaura un rapporto sensibile con il mondo, indicando ai bambini la strada per vivere con semplicità la scoperta di sé stessi.
In 10 quadri dall’atmosfera lieve e surreale, attraverso il linguaggio della pittura e degli oggetti, un attore racconta le esperienze di Luna e l’insegnamento che offre ai suoi bambini: una scuola che rinuncia al rigore e al senso logico, per accogliere la bellezza e la purezza della vita.
Luna
di e con Dario Moretti
musiche di Marc Ribot – Yeahwon Shin, Aaron Parks, Rob Curto
Prima dello spettacolo, dalle 17 alle 18, è aperto AltroBar del Teatro Rasi per merende e aperitivi equi. AltroBar è gestito da Villaggio Globale.
Il Teatro Rasi è in via di Roma, 39
BIGLIETTI
Per gli spettacoli ingresso unico 6€, promozione famiglia (2 adulti + 2 bambini) 20€. In diverse occasioni i posti sono limitati e la prenotazione è consigliata.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Ravenna Teatro via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 36239 (dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18), organizzazione@drammaticovegetale.com 
BIGLIETTERIA
La biglietteria del Teatro Rasi è aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima di ogni evento, tel. 0544.30227.

13. nov, 2018
Stagione teatrale 2018/2019 | 16 novembre 2018
"ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI" DI CARLO GOLDONI INAUGURA LA STAGIONE DI PROSA DEL COMUNALE DI RUSSI
Al Comunale di Russi venerdì 16 novembre 2018, alle 20.45, la stagione di prosa inaugura con Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni. Lo spettacolo è diretto da Valerio Binasco e gli interpreti sono:Natalino Balasso (nel ruolo di Arlecchino), Michele Di Mauro (Pantalone), Fabrizio Contri (Il Dottore), Elena Gigliotti (Clarice), Denis Fasolo (Silvio), Elisabetta Mazzullo (Beatrice), Gianmaria Martini (Florindo), Ivan Zerbinati (Brighella), Lucio De Francesco (Servitore), Marta Cortellazzo Wiel (Smeraldina). Le scene dello spettacolo sono di Guido Fiorato, i costumi di Sandra Cardini, le luci di Pasquale Mari e le musiche di Arturo Annecchino.
Lo spettacolo è realizzato con il sostegno della Fondazione CRT.
«Non faremo uno spettacolo ispirato alla Commedia dell'Arte, e non useremo le maschere della tradizione» dichiara subito Valerio Binasco del suoArlecchino servitore di due padroni. Il regista sceglie deliberatamente di resistere alla «pura, impressionante forza teatrale» del meccanismo della commedia di Goldoni. E prende un'altra strada, con il proposito di dare al testo un sapore moderno, e di restituire realismo e credibilità ai personaggi, non cedendo alla «pur irresistibile tentazione del formalismo». Sarà un "Arlecchino" che guarda più alla commedia all'italiana che alla Commedia dell'Arte, con un forte, sentito richiamo all'umanitàvecchio stampo, di sapore paesano e umilmente arcaico. Quella che «ha abitato il nostro mondo in bianco e nero», ricorda Binasco, «si è seduta ai tavoli di vecchie osterie, ha indossato gli ultimi cappelli, ha assistito al trionfo della
modernità con comico sussiego, ci ha fatto ridere e piangere a teatro e al cinema con le 'nuove maschere' dei grandi comici del Novecento, e poi è svanita per sempre, nel nulla del nuovo secolo televisivo».
Famelico, bugiardo, disperato e arraffone. L'Arlecchino "contemporaneo" di Valerio Binasco è un poveraccio che sugli equivoci costruisce una specie di misero riscatto sociale. Dopo il Don Giovanni di Molière, Binasco, cinque volte premio Ubu, torna a cimentarsi con un titolo del grande repertorio. «A chi mi chiede: "come mai ancora Arlecchino?" rispondo che i classici sono carichi di una forza inesauribile e l'antico teatro è ancora il teatro della festa e della favola», dice il regista. Che mette il suo stile cinematografico, fatto di sintesi, unità di azione e suspense, al servizio del testo di Goldoni, un perfetto congegno che dal 1745 non smette di funzionare e incantare il pubblico.
La "commedia della stravaganza" diventa così un gioioso viaggio nel tempo, alle origini del teatro italiano e della sua grande tradizione comica, con un cast di attori straordinari, molti dei quali collaborano da tempo con il regista.
Personaggio dalle molteplici contraddizioni: meschino e anarchico, irriguardoso e servile, Arlecchino riesce a portare scompiglio nell'ottusa società borghese, con una carica che suo malgrado si può perfino dire "sovversiva".
«Come avevano capito benissimo Alonge e (in modo assai più radicale) Fassbinder - scriveva Binasco a proposito del Bugiardo - Goldoni è un autore capace di rappresentare inquietudini moderne, con lampi di vera contemporaneità».
Valerio Binasco è dal 2018 il Direttore artistico del Teatro Stabile di Torino. Le sue scelte registiche si sono spesso orientate verso il teatro contemporaneo, con lavori da Pinter, Fosse, Paravidino, McPherson, che si sono alternati ai grandi classici, come il Don Giovanni di Molière, programmato nella stagione 2017/2018 del Teatro Stabile di Torino, con un grande successo di critica e pubblico. Ha vinto cinque premi Ubu, tra cui quello del 1999 per il personaggio di Amleto diretto da Carlo Cecchi e quello del 2004 per il ruolo di Polinice nell'Edipo a Colono diretto da Mario Martone, e due Premi dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.
La giuria del Premio "Le Maschere del Teatro Italiano 2018" gli ha appena conferito il premio per la migliore regia per lo spettacolo La Cucina di Arnold Wesker.
Nella sua carriera è stato diretto dai più importanti registi italiani (Martone, Comencini, Giordana, Ozpetek), nel 2016 Binasco è stato nominato per il David di Donatello come miglior attore non protagonista per il film Alaska di Claudio Cupellini.

ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI
di Carlo Goldoni
con (in ordine alfabetico) Natalino Balasso, Fabrizio Contri, Marta Cortellazzo Wiel, Michele Di Mauro, Lucio De Francesco, Denis Fasolo, Elena Gigliotti, Gianmaria Martini, Elisabetta Mazzullo, Ivan Zerbinati
regia Valerio Binasco
scene Guido Fiorato
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
musiche Arturo Annecchino
regista assistente Simone Luglio
assistente scene Anna Varaldo
assistente costumi Chiara Lanzillotta
INIZIO SPETTACOLI: ORE 20.45
Per informazioni e prenotazioni:
Teatro Comunale di Russi
Via Cavour, 10
Tel. 0544/587690 |e-mail: teatrocomunalerussi@ater.emr.it  - www.comune.russi.ra.it  
e www.ater.emr.it  
Tutti i giorni feriali dalle 10:00 alle 12:00
Comune di Russi
Ufficio Cultura, Teatro e Manifestazioni
via Cavour, 21
Tel 0544/587641|e-mail: cultura@comune.russi.ra.it 
Info e dettagli su www.comune.russi.ra.it  e www.ater.emr.it   facebook.com/ Teatro Comunale  Russi
11. nov, 2018

Roberto Papetti
Giovedì 15 novembre 2018 – ore 17.30
Sala Mandiaye N’Diaye Teatro Rasi – Ravenna
Gioclette
4-10 anni / 60 minuti / Gioco-spettacolo con pezzi di biciclette e spezzoni
del cortometraggio “Jour de Fête / Giorno di Festa”
Roberto Papetti è stato coordinatore e animatore, per oltre trent'anni, del centro "La Lucertola", spazio educativo e didattico organizzato dal Comune di Ravenna. Educazione ambientale, gioco, arte, diritti dei bambini, educazione alla pace: sono i temi dei suoi laboratori formativi. Roberto ha una particolarità: non spiega il gioco, non parla di ecologia e di arte, ma, costruisce giocattoli, fa ricerca didattica e allestisce mostre, gioca facendo vivere l’ecologia nel concreto, produce e stimola i ragazzi a produrre arte. Educazione non per gli alunni, bensì con gli alunni e i bambini.
Gioco-spettacolo con Roberto Papetti, creatore del Giocattolomuseo Tintinnabula nel centro di ecologia La lucertola del Comune di Ravenna e costruttore di piccoli congegni per far giocare i bambini. Le “Gioclette" nascono da un gioco di assemblaggio con pezzi di biciclette che Papetti sperimenterà insieme col pubblico presente. Seguirà la proiezione del lungometraggio d’esordio di Jacques Tati, Jour de Fête (Giorno di Festa, 1947) un rocambolesco viaggio in bicicletta dell’esilarante postino François, una parabola sull’ossessione della velocità e quindi dell'inevitabile inciampo.
Prima dello spettacolo, dalle 16 alle 17, è aperto AltroBar del Teatro Rasi per merende e aperitivi equi. AltroBar è gestito da Villaggio Globale.
Il Teatro Rasi è in via di Roma 39
BIGLIETTI
Per gli spettacoli ingresso unico 6€, promozione famiglia (2 adulti + 2 bambini) 20€. In diverse occasioni i posti sono limitati e la prenotazione è consigliata.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Ravenna Teatro via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 36239 (dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18), organizzazione@drammaticovegetale.com
BIGLIETTERIA
La biglietteria del Teatro Rasi è aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima di ogni evento, tel. 0544.30227.

9. nov, 2018
Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro propone un lungo percorso di teatro, arti performative, laboratori, dedicato ai più piccoli da 2 a 10 anni e incontri e spettacoli per genitori e insegnanti.
Scarriolare. «Ho scarriolato un bambino in una carriola, niente di più bello per lui per me, ma quelli che comandano il mondo, lo sanno che ci sono cose così?». È su questo emblematico verso del grande poeta romagnolo Tolmino Baldassari (tratto da Scarriolare in Canutir, Raffaelli Editore, Rimini 2016) che si potrebbe innervare la nuova edizione de La stagione dei piccoli, unico cartellone di tutte le rassegne per i più giovani, un lungo percorso in cui Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro propone tutte le attività rivolte ai bambini e alle famiglie, a partire da novembre 2018 fino alla primavera 2019 presso il Teatro Rasi e il Mar.
«Siamo molto soddisfatti che quest’anno il Teatro Rasi si apra all’infanzia – sottolinea il direttore di Ravenna Teatro Marcella Nonni – nei pomeriggi del giovedì (e non solo), con spettacoli, incontri e laboratori. Inoltre, tutto il programma della Stagione dei piccoli è presente anche nella nuova pubblicazione di approfondimento de La stagione dei teatri, insieme a una bella conversazione con il pediatra Ugo Ceroni, per far sì che tutti i progetti di Ravenna Teatro dialoghino in maniera sempre più feconda».
«Lavorare con e per i bambini, anche molto piccoli, per noi è sempre stato fondamentale, molto stimolante e arricchente – spiega il direttore artistico della Drammatico Vegetale, Pietro Fenati. A volte ci si approccia in modo riduttivo al teatro per l’infanzia: si pensa che siccome il pubblico è composto da bambini occorre proporgli un teatro più semplice, devi fare lo “spettacolino”. Per noi questo è inconcepibile, quando ci si rivolge a un pubblico di bambini non bisogna “abbassarsi” al loro livello bensì alzarsi. Questo è quello che ci contraddistingue nel nostro lavoro, non giocare al ribasso, che è un rischio sempre dietro l’angolo nel teatro per ragazzi, e forse non solo in quello per ragazzi».
Durante il lungo viaggio de La stagione dei piccoli – che quest’anno si potrebbe anche definire “i giovedì dell’infanzia”, considerata la prevalenza di questa giornata nella programmazione – si incontreranno spettacoli (anche itineranti), performance, percorsi formativi, mostre, installazioni artistiche, incontri e laboratori, tutte attività possibili grazie alla partecipazione fattiva dei bambini e dei genitori, che insieme potranno trovare nella Stagione non solo dei momenti di gioia ma di vera e propria crescita, sempre in situazioni e condizioni di grande intimità e a misura di bambino.
In buona sostanza, La stagione dei piccoli propone ai giovanissimi e alle loro famiglie quanto di meglio offre il panorama nazionale e internazionale di teatro e arti performative per bambini, e a proposito di internazionalità, val sicuramente la pena di segnalare la presenza in cartellone degli spettacoli Immer/Forever della compagnia austriaca Toihaus Theater Salzburg (anche per un pubblico adulto), e White Story, dei russi Mali Theater Novgorod.
Internazionale è poi decisamente anche il contesto in cui si muove abitualmente la cesenate Socìetas, la cui fondatrice Chiara Guidi (regista, drammaturga, attrice, didatta) sarà presente nella stagione con una vera e propria personale, a partire dall’incontro Teatro infantile, passando per gli spettacoli La terra dei lombrichi e Fiabe di Fedro. Esercizio del Metodo errante, fino ad arrivare alla presentazione del libro “Teatro infantile. L’arte scenica davanti agli occhi di un bambino”.
Segnaliamo il debutto a febbraio di Leo delle meraviglie, installazione interattiva di Drammatico Vegetale, per famiglie con bambini dai 4 ai 10 anni, presso il MAR Museo d’Arte della Città di Ravenna, liberamente ispirata alle opere grafiche di Leonardo dedicate alla natura e alla sua interpretazione, per vedere il mondo con gli occhi d’incanto e curiosità di un bambino.
Naturalmente, dopo la sezione all’interno de La stagione dei piccoli, Drammatico Vegetale proporrà come di consueto – siamo al dodicesimo anno – l’anta primaverile della rassegna Artebebè al Teatro Rasi, ma anche nei dintorni di Ravenna, in collaborazione con le rassegne La città dei bambini di Lugo e di Bagnacavallo. Artebebè è l’unico festival del suo genere della provincia di Ravenna, concentrandosi sull’arte e il teatro specifici per una fascia d’età molto bassa che parte dai 18 mesi, tramite la proposta di spettacoli e installazioni realizzati in spazi intimi e a misura di bimbo.
«La stagione teatrale per i più piccoli – dice l’assessora alla Pubblica istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna, Ouidad Bakkali – si conferma una proposta culturale per l'infanzia di grande qualità che posiziona la nostra città tra le più competenti nell'offerta culturale per l'infanzia. Questo non succede per caso, ma grazie a una prassi quotidiana che a partire dai servizi educativi opera nel senso di affermare l'infanzia come priorità delle politiche pubbliche locali investendo sulla qualità e l'innovazione pedagogica nelle nostre scuole e sulla qualità del tempo libero che le famiglie trascorrono con i propri piccoli e piccole, che per noi si traduce in teatro, letture, musica e arti visive progettati per loro».
Dalle sette alle nove è invece la rassegna pre-estiva di teatro, giochi e picnic sul prato, attività collaterali a sorpresa, allestite in spazi insoliti del Teatro Rasi, nella fascia oraria dalle 19 alle 21. Ogni sera Alice Iaquinta, propone un’opera plastica a tema con lo spettacolo, nascosta/esposta tra l’orto e il giardino del teatro. Le serate si chiudono con il picnic portato da casa o prenotato il giorno precedente. Il cestino è a cura di AltroBar del teatro, con ingredienti biologici e di commercio equo.
Infine, completa la programmazione 2018/19 la tradizionale serie di incontri formativi per insegnanti, ragazzi e adulti titolata Siamo asini o maestri?. Gli incontri sono riconosciuti dall’Ufficio qualificazione scolastica e formazione del Comune di Ravenna che dispone crediti per gli insegnanti delle scuole dell’infanzia e materne comunali. Sono inoltre aperti a tutti gli insegnanti, gli educatori e i genitori interessati. L’ingresso è gratuito. Su richiesta si rilascia un attestato di partecipazione. Si tratta di un percorso di formazione sulle molteplici forme ed espressioni artistiche e sulla relazione tra arte e crescita, tra gioco e invenzione, con particolare attenzione al settore del teatro per la prima infanzia attraverso il rapporto diretto con alcuni testimoni e “maestri” dell’arte scenica.
Partner istituzionali: Comune di Ravenna (Assessorato Pubblica Istruzione e Infanzia), MIBAC, Regione Emilia-Romagna, Assitej Italia, Small Size Network, Pof
Con il contributo di: Ottima Formazione, Alce Nero
Collaborazioni: MAR (Museo d'Arte della città di Ravenna), Percorsi, Momo libreria per ragazzi, Villaggio Globale, Libreria Dante di Longo
Media partner: Casa Walden - Cultura della comunicazione, Romagna Mamma, Tipolito Stear