CONSIGLIperl'ASCOLTO

4. mag, 2018

Fabrizio Dossi sembra Sam Shepard, lo scrittore-attore americano di frontiera, con la sua giacca di pelle sdrucita, quegli occhi azzurri e con quello sguardo infinito che va oltre le dune della spiaggia dei Fiumi Uniti, fuori Ravenna, ma che a lui sembrano quelle della California. Ma sembra anche un vero e proprio “hobo” in procinto di saltare sul primo treno merci di passaggio, con il suo dobro a tracolla, mentre la notte se ne va via barcollando per andare...non si sa dove, ma sa che deve andare.
Il forlivese Dossi ha pubblicato da poco un bellissimo Cd, si chiama “Sette colpi”, con una colonna sonora che si portava dentro da tempo nella sua anima dilaniata tra John Trudel, Woodie Gutrie, Peter Seger, Nick Drake, e un po’… De Andrè, tra uno sferragliare di treni della linea Rimini-Bologna, di rombi di autocarri provenienti dalla vicina autostrada A/14, di uno sciabordio di onde che si infrangono sulla chiglia di un barcone che a volte gli sembra un battello del Mississippi e volte un gommone alla deriva nel Mediterraneo.
Ecco, Fabrizio sembra tutto questo, ma anche un viandante di questo XXI secolo, con la bisaccia piena anche di parole che affondano in ricordi lontani ma anche nella stretta attualità, che si mettono spesso controvento per cercare di acquietare il mare, questo nostro Mediterraneo, e dare un po’ di respiro, di quiete, di speranza, a chi cavalca con disperazione quelle onde, non certo a cavallo di una tavola da surf!
A vent’anni parte per l’India e ci arriva quasi a piedi! Qualche anno dopo parte per il Canada a inseguire un amore e si ferma lì un bel po’ di tempo suonando nei ristoranti italiani le canzoni del nostro bel paese, in prima serata però, perchè poi…sul tardi, per concludere la notte ci sono altri avventori, quasi tutti musicisti, in prevalenza di colore a suonare il blues! E questo per comprendere meglio il tipo!
Poi, dopo piccole esperienze con vari musicisti locali, diverse registrazioni, prove, tutto viene messo in un cassetto. Inizia una nuova vita; comincia a fare lo skipper, molto qualificato e apprezzato.
Quando accade l’irreparabile: incontra quel diabolico e vulcanico Vince Vallicelli, uno dei più noti batteristi blues a livello europeo, a cui fa ascoltare qualcosa. Vince rimane colpito, chiama subito Jonata Costa, violoncellista dei Quintorigo, ed è fatta. Si organizza a tambur battente qualche prova e Fabrizio capisce subito di aver scoperto delle nuove sonorità per i sui testi, le sue parole, di aver varcato la soglia dell’innocenza, ascoltando Vince che suona la batteria con le mani (!), con la sua ricerca musicale oggi indirizzata a scoprire il blues rurale della sua terra, la Romagna, ma anche con sonorità legate alla meditazione; e Gionata Costa, col violoncello che fa spesso da base armonica e a volte da voce, quasi sostituendo la batteria, fino a diventare solista, distorto, da somigliare a volte ad una chitarra elettrica.
Bisogna registrare subito un Cd.
Con altri musicisti ospiti, come Marcello Jandu Detti, al trombone, Roberto Villa, al contrabbasso, Nicola Biserni, al didgeridoo, Agnese Dossi e Cristina Camillo, alle voci, la masterizzazione e registrazioni tra il Qstudio di Ravenna e “l’Amor mio non muore” di Forlì, le foto di Romeo Lombardi, il logo da un’idea di Elena Balsamini, e il disco di Fabrizio Dossi vede la luce.
Infine, qualche parola su alcuni brani più significativi.
Nel brano “Sette colpi”, un revolver cerca di colpire la sua anima incazzata, senza alcuna possibilità di salvezza, forse, a differenza di Robert Johnson che ha salvato la sua vendendola al diavolo nel famoso incrocio tra la Route 49 e la 61.
In “ Mediterraneo”, forse cerca di segnalare un facile ed accogliente approdo lungo le nostre coste mentre qualcuno si volta dall’altra parte e il mare sembra voler dire la sua, con ancestrale e furiosa saggezza.
Infine, nel brano “Mango, papaia e limone” Dossi racconta un suo viaggio sulla via Emilia, che però a tratti gli sembra la Route Sixty Six, per arrivare sulla Riviera Adriatica, su una spiaggia, metti tra Rimini e Milano Marittima, magari scavalcando un “vù cumprà” o centellinando l’ultimo spritz della notte… al Bagno Fantini, di Milano Marittima.
Ora Fabrizio si prepara ad affrontare questa nuova avventura, con altri suoni sulle spalle, con altre parole nella bisaccia, con altri amici, in altri club , mentre il suggestivo video sul suo lavoro, magistralmente diretto da Giò Raggi, si può vedere su Youtube e su Vimeo.
Michele Minisci

6. mar, 2018

MIKELESS
L'ONDA
Grounge, rock. cantautoriale
Etichetta Alkatraz Management
In uscita in tutti digital store dal 10 marzo 2018 il nuovo l'Ep ufficiale “L'Onda” di Mikeless con la presentazione del singolo “Breve storia triste” in radioplay.
All'inizio è solo Mikless, lui e la sua musica. Lui solitario. Poi come quando si viaggia, si fanno incontri strani fino a diventare un trio: Mokless, Cavoz e Rick.
I tre astisti cominciano a suonare insieme creando una forza magnetica irresistibile che – dopo poche note – li travolge da un'onda. E' una sensazione strana; è come se fossero stati immersi in un liquido misterioso che li getta in una nuova dimensione: l'interno della mente di Mikless. E qui inizia un nuovo viaggio di ricerca di una nuova via d'uscita, la strada per tornare alla realtà. Ma è durante i viaggi che nascono le magie e i tre musicisti si ritroveranno a confrontarsi, tra musica e sogni, paure e melodie. Perché, alla fine capiranno, che il loro viaggio ha una sola vera meta: la Musica.

La sua Onda vi travolgerà Live da subito:
11.03 - Crema al Caffè Museo
22.03 - Piacenza al Irish Pub
23.03 - Torino al B-Locale (feat Cerea)

In attesa del primo disco un primo passo per conoscerlo:
http://mailtrack.me/tracking/raWzMz50paMkCGDlZmV0ZQN3AQtzMKWjqzA2pzSaqaR9AQt4AGV1AwV1Way2LKu2pG0kAGDkAGR0ZwxjA08 

R.R.

2. mar, 2018

PROGETTO NOAH – TULLIO CESARIO
LETTERE SCARLATTE
Genere: alternative/pop/rock
Etichetta: Alkatraz management
Lettere scarlatte, nuovo album del “Progetto Noah”, incarnato nel voce carismatica di Tullio Cesario, cosentino di nascita e amante del Rock di oltreoceano che lo ha trasportato in tutte le sue esperienze musicali, fino al punto in cui ha deciso di abbracciare quello italiano perché – come dice lui stesso “la musica per dire di più, ha bisogno di parole da lasciar cadere dentro di se, permettere loro di giocare e corteggiarsi”. Questo lo porterà a scrivere canzoni intime come le emozioni che racconta perché la canzone è l'espressione di sentimenti di odio e amore che si hanno dentro di se, come tre scenografie intrecciate tra loro per spiegare ciò che in fisica è l'equazione più bella in natura (equazione di Dirac).
Dell'esperienza da single Tullio - però - non è soddisfatto perché sente che gli manca la dimensione del “Gruppo” che produce energia ed emozione, così grazie agli arrangiamenti e alla direzione artistica di Joe Santarelli, nasce il progetto Noah, ispirato ai gruppi italiani contaminati dalla musica inglese e di Seattle degli anni '90 come Afterhours, Marlene Kunze e Ritmo Tribale.
A dicembre 2017 Tullio presenta il suo “progetto Noah” al teatro dell'Acquario di Cosenza con i musicisti Lorenzo Madeo, alla chitarra, Mattia De Luca alla batteria e Giuseppe Paese al basso, riscuotendo notevole successo. 
Dal 5 gennaio è già online il singolo “Adesso tocca a te” tutto da ascoltare e spettando il tour che partirà a maggio 2018 vi offriamo in anteprima il videoclip, in cartoon style, visibile su youtube che servirà a capire meglio l'intimità delle parole delle sue canzoni.

https://www.youtube.com/watch?v=DtvPmEmoK4s 

R. R.

14. dic, 2017

MAX MONTANARI e BACKGROUNDNOISE
L.I.G.I.
Alkatraz Records
È uscito in tutti i digital store, a partire da Itunes, Amazon, Spotify, l’album “L.I.G.I“, sotto etichetta Alkatraz Records.

Se vi aspettate il solito rock “mollaccione” all’italiana avete sbagliato strada: Max Montanari, rocker romagnolo classe 1977, e la sua band, i BackgroundNoise, ve le suoneranno di brutto.
Sound di forte impatto con chitarre graffianti e ritmiche potente, di influenza English Hard rock, mixate con un cantato in italiano intelligente che, se rimanda per riferimenti ai “Litifba” ed al loro Terremoto, prende forma e personalità dando al tutto un sound unico e senza precedenti nella musica italiana rock.
Il mini album ripercorre in chiave moderna Lussuria, Invidia, Gola e Ira, sbattendovi in faccia la realtà di una società moderna fatta di apparenza e futilitá.
Dopo Strana Officina, Timoria, Litfiba, erano anni che non si sentiva un rock tosto ben fatto !
Il singolo che apre il mcd “è un orgasmo telematico,” che lentamente entra nella testa con un ritornello martellante.
“Ti distruggerà” potente hard rock sincronizzato che ricorda molto gli IronMaiden dei tempi d’oro (è stata scelta come 2ndo singolo di questo mese) arrivando a “Niente + sa di te” critica forte e netta ad una società che “taglia fuori dal giro” se non si rispettano gli stili estetici che impone concludendosi in maniera “Incontrollabile” , track conclusiva, frenetica che schizza via su una parte ritmica alla SystemofDown moderna e corposa.
Il tutto condito con intrecci testuali intelligenti e non scontati, in Italiano. Un esperimento più che Riuscito che rende il tutto Unico.
Max Montanari ha finito ad aprile il promo tour in collaborazione con la nota kermesse Sanremorock & Trend, che lo ha voluto come ospite fisso su e giù per l’Italia, e dopo un estate piena di Live, tornerà dal vivo a Gennaio !
Bentornato Rock!
Per ulteriori informazioni sul Rock italiano di Montanari e dei suoi Background Noise visitare la pagina Facebook www.facebook.com/maxmontanarivocalsinger.

4. nov, 2017

TORD GUSTAVSEN
WHAT WAS SAID
ECM - Ducale
Tord Gustavsen (norvegia) pianoforte, Jarle Vespestad (norvegia) batteria e
Simin Tander (afgano - tedesca) voce (da brividi - molto più che una cantante, le sonorità rarefatte ne esaltano la duttile qualità di espressione).
Oltre ad alcuni canti della tradizione norvegese (in parte tradotti in lingua “pashton”), vengono esposti, in inglese, versi del mistico persiano Jalaluddin Rumi e del poeta beat americano Kenneth Rexroth - il tutto in un climax molto essenziale e meditativo che lascia ampio spazio alla fantasia di chi ascolta.

https://www.youtube.com/watch?v=rWJGYA18i5Y