CONSIGLIperlaLETTURA

2. mag, 2018

SORPASSI 
C'è un nuovo serial killer in città? 
di Nevio Galeati 
ed. Delos Gitali 
Un racconto più nero che giallo pubblicato dalla casa editrice Delos Digital
La casa editrice Delos Digital di Milano, fa uscire nella collana “Crime” il racconto lungo “Sorpassi” di Nevio Galeati http://delos.digital/9788825405705/sorpassi Il libro è già disponibile e in vendita sulle principali piattaforme di e-commerce librarie, e non solo: Mondadori Store, Amazon, Google Play, Kobo.
Due giovani vengono uccisi a colpi di doppietta mentre sono appartati in auto, in una larga vicino al fiume. L’assassino, che infierisce sulla ragazza anche con un coltello, non lascia tracce. La squadra mobile, diretta da Michele D’Arcangelo, teme si tratti di un serial killer.
Torna dunque Michele D’Arcangelo, coprotagonista dei gialli ambientati in Romagna, nella serie iniziata a puntate sul quotidiano “l’Unità” nel 1983, con in primo piano l’investigatore privato Luca Corsini. Qui è padrone della scena, con l’amico in vacanza non si sa (e non importa) dove. Un racconto più nero che giallo. Ma… si resta in tema.
Nevio Galeati, classe 1952, ravennate, è giornalista dal 1979 e ha lavorato per i quotidiani “l’Unità” (1977-1986), e “il Resto del Carlino” (1988-2010), aggiungendo altre collaborazioni, come l’incarico di direttore responsabile del primo mensile con fumetti solo italiani, “Orient Express” (Isola Trovata, 1982-1983). Laureato al Dams di Bologna nel 1976, come giornalista è passato dalla cronaca degli spettacoli alla nera e giudiziaria. Presidente dell’associazione culturale Pa.Gi.Ne., di cui è un fondatore, dirige dal 2003 il festival di letteratura di genere “GialloLuna NeroNotte”. Ha pubblicato due romanzi (“Telefonate e birra, d’autunno”, Fiori Blu, 1999; “Improvvisazioni per chitarra e batteria”, Foschi Editore, 2015; in ebook nel 2015), una decina di racconti, un testo di teatro per ragazzi, oltre a saggi sulla letteratura popolare e di genere e sui fumetti.

23. feb, 2018

RAME
La libertà di essere
di Giada Domeniconi
Edizioni: Il Ponte Vecchio
Prezzo: €. 10,00
Rame si configura come un romanzo dai tratti adolescenziali, ambientato nella cittadina di Cesena, la quale ospita come protagonista un ragazzo di 19 anni, alle prese con il suo futuro poiché prossimo alla maturità. I toni colloquiali del racconto animano i rapporti con le sue amicizie sbagliate e i suoi genitori limitanti, pronti ad ostacolare i suoi sogni. La prefazione è un ritorno al passato del protagonista: un passo indietro che vale all’incirca trent’anni, per rivivere la propria adolescenza e il proprio percorso di crescita. Dal primo capitolo ha inizio, invece, la vicenda, alternata a momenti paranoici di riflessione del ragazzo, alimentati dall’uso di cannabis. Con questo libro si vuole andare oltre al significato scientifico della paranoia, difatti insorge come disagio di chi ha paura di essere vivo e in diretto collegamento con la propria natura. Interessante è come il protagonista cerca, nonostante il suo abisso, di ridicolizzare la paranoia, di fuggire da essa attraverso il disegno, ciò che più ama fare. Unisce il suo insano pensare all’azione, da forma alla paranoia in un foglio, la partorisce con una matita e come creatore di essa, può diventarne anche il distruttore per liberarsene.

18. gen, 2018

CHE MONDO SAREBBE
Pubblicità del cipo e modelli sociali
di Cinzia Scaffidi
Prezzo al pubblico: €. 14,50
Come sarebbe il mondo se davvero assomigliasse a quello che la pubblicità del cibo ci descrive? Come sarebbero le nostre relazioni sociali, le nostre psicologie individuali? In quale tipo di società cresceremmo i nostri figli e quali questioni di genere fronteggeremmo tutti i giorni?
La comunicazione commerciale narra un mondo che non esiste, ma lo fa da talmente tanto tempo e così bene, che spesso non vediamo più i paradossi, le follie, i non sense che ci vengono suggeriti come se fossero desiderabili.
Forse un po’ di ironia può aiutarci a recuperare quella consapevolezza di cittadini- consumatori, senza la quale nessun cambiamento qualitativo può avvenire nell’ambito di un sistema alimentare dominante, che oggi si sta rivelando il responsabile di tanti problemi economici, ambientali, di salute pubblica.
Che mondo sarebbe dunque è una domanda a doppio taglio: che mondo sarebbe se fossimo davvero come gli spot ci descrivono? Ma anche: che mondo sarebbe se imparassimo a riderne?

21. dic, 2017

“IL CIMITERO MONUMENTALE DI RAVENNA - La Città della nostalgia”
Foto di Enzo Pezzi e Massimo Fiorentini
Con i saggi introduttivi di Pietro Barberini e Cetty Muscolino
Edizioni Moderna
Con il Patrocinio del Comune di Ravenna

Il numero “8” in orizzontale sulle ghiere degli obiettivi fotografici, rappresenta l’infinito. Gli obiettivi di due fotografi ravennati, Massimo Fiorentini ed Enzo Pezzi, hanno illuminato simbolicamente quell’infinito: un’eternità sospesa fra la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco, alfa e omega che aprono e chiudono un libro fotografico di grande impatto documentaristico sul cimitero monumentale di Ravenna.
Immagini che tracciano silenziose un percorso che entra con delicatezza in una nuova dimensione della vita e del tempo, incorniciato dall’acqua e dal cielo, dai pini e dall’arte.
“La città della nostalgia” è il sottotitolo del volume, Edizioni Moderna Ravenna, 158 pagine nell’elegante formato 30x30.
Sul retro di copertina la riproduzione della vista frontale del cimitero monumentale disegnata da Romolo Conti.
“Si tratta di un’opera – afferma l’assessora alla Cultura, Elsa Signorino – che evidenzia l’importanza storica del Monumentale e ne documenta il rapporto di memoria con la città dal punto di vista collettivo e individuale in un dialogo continuo con il proprio passato e i propri cari scomparsi, siano essi personalità illustri o cittadini comuni. Tra l’altro quello dei cimiteri monumentali sta diventando un itinerario che riscuote sempre di più l’interesse di tutti coloro che vogliono comprendere a fondo l’anima culturale e identitaria delle città che visitano”.
Le prime immagini sono introdotte da un brano descrittivo tratto dalla “Guida di Ravenna” di Corrado Ricci:” Vasto, solingo, pieno di poesia è il luogo scelto dal Comune di Ravenna nel 1817 per farvi il cimitero. Sulle rive del canale Corsini o Candiano, a tre chilometri dalla città, ha dietro il bosco dei pini, poi larghe stese solcate da canali, poi il mare”.
Una bella istantanea quella di Corrado Ricci che aveva un padre fotografo e di quella pratica, allora molto più vicina alla magia rispetto a oggi , si era servito per sostenere il suo amore per Ravenna.Le immagini che il libro offre entrano sempre in punta di piedi in quella “città silente”, capace di svelarsi con tenera fierezza o ingenua alterigia.
Il malessere della lontananza viene affievolito e del tutto scompare nel breve saggio di Cetty Muscolino che muove le architetture, descrive l’arte, anima il fogliame e dialoga con merli e colombi.
Tutto è stemperato in un viaggio dove “la dimora diventa eterna” e si muove nello scritto di Pietro Barberini, fra storia e memoria.
Una bella prefazione firmata dall’Assessora alla cultura Elsa Signorino e dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale ricorda come Ravenna sia ricca di testimonianze in grado di raccontare le stagioni della propria storia e “...trova puntuale riscontro in una stele, in una sepoltura, in un mausoleo, in un busto, in una traccia documentaria che a sua volta rinvia a una città dei morti, parlandoci nel contempo della civiltà dei vivi”.

La realizzazione di quest’opera è stata resa possibile grazie al contributo di:
- Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
- A.se.r. Azienda Servizi Romagna Srl
- Azimut Spa
- Ediltecnica Global Service Soc. Coop.

14. dic, 2017

Anna è una giovane donna che conduce una vita serena ed appagante finché Andrea, il suo compagno, muore. Abbandonata da parenti ed amici e con due figli piccoli da accudire, la sua esistenza si trasforma presto in un incubo. In breve tempo deve gestire una situazione economica difficile che la porta ad ulteriori ristrettezze ed in un crescendo parossistico di miseria e violenza Anna si trova ad affrontare una situazione al limite della follia. Per salvarsi deve fare suo malgrado una scelta estrema, ma a convincerla definitivamente è la scoperta di una nuova terribile verità sulla morte di Andrea. La successiva e per lei inevitabile discesa all'inferno, diventa un'inaspettata scala per il paradiso. Non solo rinasce a nuova vita scoprendo cose di lei che non conosceva, ma raggiungendo una clamorosa situazione economica, può permettersi di sbalordire chi prima la considerava poco più di un'insipida bambina senza arte né parte. Le amarezze però non finiscono, con altre verità terribili che vengono a galla e conti da chiudere una volta per tutte, per poi ripartire verso una nuova felicità, solo però quando sarà riuscita a recuperare tutte “le cose perse per la strada”.

STEFANO BON (Ravenna 1963)
Ha militato per molti anni in una rock band come cantante, poi si è occupato di musica e cinema scrivendo su testate locali e nazionali. Autore di testi per cinema e teatro, ha diretto due cortometraggi ed ha messo in scena varie pièces. È organizzatore di eventi letterari. Nel 2007 è uscito il suo primo romanzo “IL GIORNO IN CUI SONO STATA UCCISA, E' STATO IL PIU' BELLO DELLA MIA VITA”
Il mattino dopo mentre faceva la spesa, Anna tra gli scaffali notò una strana confezione di caramelle.
Afferrò il pacchetto e sul retro vide il disegno di un diavoletto e le tornò in mente la domanda del figlio.

«Dov’è l’inferno Anna?»
Proprio in quell’istante passò un’ambulanza a sirene spiegate e lei provò un'inusuale sensazione di freddo, come se avessero aperto la porta di un frigorifero e pensò che il sibilo la riguardasse.
Cercò di cancellare subito i cattivi pensieri tornando a concentrarsi sulla spesa, scagliando la confezione di caramelle sul ripiano.
Mentre usciva dal supermercato passò un’altra ambulanza accompagnata dal solito fragore, allora tornò l’inquietudine.
Cercò di pensare a qualcosa di piacevole, ma non ci riuscì.
La domanda le risuonò nella mente.
«Dov’è l’inferno Anna?»
Presto l’avresti saputo.