29. giu, 2018

Presentata la nuova stagione teatrale del teatro Rossini di Lugo 2018/2019

LUGO: Venerdì 29 giugno si è svolta la conferenza di presentazione della stagione 2018-2019 del Teatro Rossini di Lugo. Sono intervenuti per l’occasione il sindaco di Lugo Davide Ranalli, l’assessora alla Cultura Anna Giulia Gallegati e il vice presidente della Fondazione Teatro Rossini, Domenico Randi.
“Abbiamo costruito una programmazione di qualità e la grande partecipazione di pubblico ci conforta - ha dichiarato Davide Ranalli -. Usciamo da un cartellone di prosa che ha avuto uno straordinario successo, quindi dopo aver vinto la scommessa dello scorso anno abbiamo composto un nuovo cartellone ancora più ambizioso. A questo si aggiungono anche il programma della stagione concertistica, aperta dalla Filarmonica Arturo Toscanini, e la danza, che ha raccolto una buonissima presenza di pubblico. Con questa passione che stiamo mettendo in campo credo che dovremo provare a riportare anche un maggiore impegno delle aziende. Voglio inoltre ringraziare il nuovo cda della Fondazione, composto da persone che hanno a cuore la cultura della nostra città e gli interessi del nostro straordinario teatro”.
“Ci tengo a ringraziare il Teatro Rossini per aver accettato di accogliere nei suoi spazi gli eventi di tante associazioni, in conseguenza del nuovo regolamento che la giunta del Comune di Lugo ha voluto per una maggiore collaborazione tra le associazioni culturali e del volontariato e il teatro, il nostro gioiello – ha aggiunto Anna Giulia Gallegati -. Si tratta di una forte collaborazione che certamente ha messo in difficoltà l’organizzazione del Teatro, che ringrazio ancora una volta”.
“La proposta di prosa di quest’anno suggerisce e introduce produzioni più vicine alla contemporaneità senza rinunciare al classico – ha spiegato Domenico Randi -. Abbiamo infatti riservato all’apertura ‘Filumena Marturano’ di Edoardo de Filippo con la regia di Liliana Cavani. Per quanto riguarda la stagione concertistica vorrei sottolineare che abbiamo rinunciato all’estemporaneità concentrandoci sulla modalità di lavoro per progetti anche sollecitati da Purtimiro. Inoltre, non poteva mancare uno spazio dedicato a Gioachino Rossini nell’anno Rossiniano”.