27. giu, 2018

Liti condominiali, principali fonti di stress per migliaia di riminesi

RIMINI: Le sfuriate tra vicini di casa sono più frequenti nei piccoli centri che nelle grandi città
Le liti condominiali sono una delle principali fonti di stress per migliaia di riminesi. Le questioni condominiali possono velocemente trasformarsi in un incubo dal quale sarà difficile uscire, se non dopo aver sostenuto enormi costi sia in termini economici sia in termini di stress.
Dalla fotografia delle liti condominiali in Italia emerge che i litigi sono più frequenti al Sud (11,1%) e più fra gli uomini (10,3% contro l’8,3% delle donne).
Se il focus viene poi concentrato sulla provincia di Rimini, si scopre che i litigi in condominio sono più frequenti nei piccoli centri (10,4%) che nelle grandi città.
Le principali ragioni per cui si litiga tra condomini sono:
- odori e rumori sgradevoli
- posteggio fuori posto
- urla dei bambini
- cane che abbaia o altri animali in giro per il palazzo
Risulta d’importanza prioritaria evitare in ogni modo la lite condominiale, sia all’interno del condominio sia nelle aule di tribunale, cercando di risolvere pacificamente e con gli strumenti adatti l’insorgere di ogni tipo di problema.
Spesso all’origine della lite fra vicini di casa ci sono piccoli problemi, che potrebbero essere risolti facendo ricorso al buon senso, all’ascolto e rispettando le ragioni altrui, con notevoli miglioramenti della qualità di vita di ognuno. Ma se dopo tutti i tentativi non si riesce a evitare il conflitto, non si deve per forza ricorrere all’aiuto di un avvocato per approdare in Tribunale.
Dal 2010 è stata introdotta la mediazione civile, che consente alle parti di potersi incontrare e gestire i conflitti. “La mediazione condominiale è regolata dall’articolo 71 quater delle disposizioni di attuazione del codice civile - spiega Mirca Zavatta dell’organismo di mediazione Conciliamoci srl di Rimini - e regola i poteri di rappresentanza dell’amministratore del condominio consentendo il costante intervento dell’assemblea. La mediazione prevede un primo incontro di programmazione dove il mediatore verifica con le parti e i loro avvocati la possibilità di proseguire il tentativo di mediazione (non oltre trenta giorni dal deposito della domanda). L’incontro preliminare è gratuito, non pregiudica i diritti delle parti, non ha effetti giuridici se non quello di evitare eventuali sanzioni nei confronti di chi non partecipa, e comporta il versamento di € 48,80 per spese di avvio”.