17. giu, 2018

I libri tridimensionali del forlivese Massimo Missiroli in giro per il mondo

Fiera del Libro Internazionale di Bologna,  8.000 visitatori in 4 giorni; Fondazione Geiger Cecina, 11.000 visitatori (con un allestimento considerato dagli addetti ai lavori e dal pubblico… “fantastico”); ospite d'Onore alla Fiera internazionale dell'artigianato di Firenze, 30.000 visitatori in 10 giorni; Fiera del libro a Sharjah ((Emirati Arabi Uniti),  37.000 visitatori in 10 giorni.
Questi i più recenti e significativi numeri per spiegare la notorietà, in Italia e nel  mondo,  raggiunta da Massimo Missiroli , bancario forlivese, con il suo hobby : pop-up, più semplicemente il libro tridimensionale,  che sta diventando oggetto di attenzione di studiosi ed appassionati.
Ma vediamo più da vicino cos’è quest’arte definita  pop-up.
La magia dei libri a tre dimensioni, quelli in cui le pagine si sollevano per creare vere e proprie sculture, non finiscono mai di stupire, a qualsiasi età. A realizzarli sono quelli che in gergo anglosassone si chiamano paper engineer, letteralmente “ingegneri della carta”, oppure con un termine meno nobile, cartotecnici. In Italia non ce ne sono molti, e i due più affermati sono Dario Cestaro (di cui ricordiamo i recenti due volumi “Mostri” e “Alieni” editi da De Agostini e il “Castello dei mostri”, Giunti),  e Massimo Missiroli.
Ma come si fa a realizzare queste sculture di carta e figure che si possono animare?
A condurci per mano in questo mondo incantato di creazioni di carta è Massimo Missiroli.  Realizza libri pop up dal 1992, tiene laboratori per bambini in tutta Italia e nel mondo,  ed è anche un appassionato collezionista di questo tipo di libri. Ne ha oltre 3.000, in particolare quelli antichi, e li conserva tutti nella sua abitazione, purtroppo!
«Bisogna prima immaginarsi- dice Missiroli- come poter costruire le figure e le pieghe e gli incastri che permetteranno alla carta di sollevarsi dalle pagine. In questo è importante avere una visione fotografica e anche cinematografica. Io sono stato un autodidatta e ho scoperto i meccanismi della tridimensionalità guardando i libri che cominciavo a collezionare con l’occhio allenato da due mie grandi passioni, fotografia e cinema d’animazione. Anche in un’epoca così tecnologica non esiste una macchina in grado di realizzare un pop up. Il prototipo di un libro va sempre costruito a mano, con cartoncino, forbici e colla! Ci sono diversi meccanismi di base per dare forma alla carta. Come il lift the flap ovvero “alza e scopri”; con figure coperte da un’aletta. I pop up veri e propri formano una struttura tridimensionale una volta che la pagina si apre. I peep show sono disegni su vari piani (da sei a dieci) con la cornice della stessa dimensione ma con la figura al loro interno che si rimpicciolisce progressivamente, sono collegati tra loro come una specie di fisarmonica con un buco in mezzo. I carousel sono libri che aprendosi si trasformano in una specie di giostra da legare con un nastrin . I multiple layer sono immagini ritagliate in modo tale che quando si aprono figure e oggetti vengono in rilievo  su vari piani.. E queste sono solo alcune delle tecniche che un ingegnere della carta conosce e sa manovrare».
Anche sul mercato italiano escono sempre più libri pop up. Fiabe per i piccoli, magie astratte per ogni età, versioni tridimensionali della saga di Harry Potter o di Star Wars, del “Il piccolo principe” o di “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl. 
Lo stilista Kenzo ha voluto un pop up di Massimo Missiroli all’interno di un volume celebrativo fotografico. E’ stato per diversi anni allievo di Richard Skarry, uno dei più famosi illustratori a livello mondiale.  Nel 2008 ha ricevuto negli Sati Uniti il prestigioso Premio Andersen
Nel 2002, è uscito nelle librerie il “Pinocchio” realizzato da Missiroli,  e la cui prima pagina voleva essere un omaggio a quello della Blue Ribbon Press, lo stesso grosso burattino articolato in tre dimensioni. Il libro l’anno successivo fu selezionato tra i migliori 14 pop up del mondo.
E a Forlì?  Si chiede con un certo rammarico ed un sorrisetto, ormai solo ironico,  Massimo Missiroli, sempre “snobbato” nella sua città, mentre sarebbe opportuno pensare ad un vero e proprio Museo per ospitare ed esporre i suoi 3.000 libri tridimensionali, che richiamerebbe appassionati e curiosi da tutta Italia!