5. mag, 2018

Gran parte della comunità artistica ravennate aderisce alla mobilitazione a Roma

 

RAVENNA: Gran parte della comunità artistica ravennate aderisce alla mobilitazione contro l’ennesimo sgombero dell’Angelo Mai a Roma
Nella mattinata di venerdì 4 maggio è iniziato un nuovo sgombero – poi sospeso – della sede in via delle Terme di Caracalla a Roma. Gran parte della comunità artistica ravennate chiede all’Amministrazione Comunale di Roma di differire l’esecuzione del provvedimento e di valorizzare e riconoscere l’attività dell’Angelo Mai.
Angelo Mai è un laboratorio artistico e culturale d’eccellenza riconosciuto a livello nazionale e internazionale, come testimoniano i numerosi premi ottenuti, gli articoli dedicati e la mobilitazione di centinaia di intellettuali, artisti e cittadini durante i precedenti attacchi subiti.
Angelo Mai è un centro per le arti plurifunzionale completamente costruito grazie al lavoro degli attivisti che dopo aver ricevuto un rudere in convenzione hanno bonificato l’ambiente dall’eternit, realizzato un palco mobile, una sala polifunzionale, un sistema di condizionamento, una platea e un’impiantistica nuova completamente a norma.
Angelo Mai viene scelto da molte delle più importanti formazioni artistiche nazionali per la qualità della programmazione, la dotazione tecnica, l’impostazione strutturale, la continuità di attività durante l’anno e la propria attività di produzione.
Angelo Mai offre agli artisti la possibilità di presentare il proprio lavoro in uno dei centri d’arte più significativi in Italia proprio in virtù della scelta di un profilo nitido di innovazione contraddistinto dall’alto valore artistico della proposta.
Le attività di progettazione e collaborazione di Angelo Mai con gli artisti ospiti non si esauriscono unicamente nella messa a disposizione di un palco o nella sola visibilità, ma sono contraddistinte da uno specifico lavoro di sviluppo dei singoli progetti e di relazione con il pubblico e con i punti di riferimento artistici e culturali, sia cittadini che nazionali.
Per questo ci troviamo riuniti non solo nel chiedere all’Amministrazione Comunale di Roma di differire l’esecuzione del provvedimento di sgombero in attesa di una pronunzia del Tar in via d’urgenza, ma che venga finalmente valorizzata e riconosciuta l’attività dell’Angelo Mai.
«Dopo una giornata di importante mobilitazione della cittadinanza – ha dichiarato Giorgina Pi dell’Angelo Mai – delle artiste e degli artisti che da anni seguono e partecipano attivamente alla esperienza dell’Angelo Mai, è arrivata una risposta. Siamo rientrati. È stata firmata una sospensiva di 20 giorni dell’atto di riacquisizione dell’immobile da parte del Comune di Roma perché risultava effettivo il ricorso al TAR al provvedimento emesso nel 2016, perché esistono di fatto atti amministrativi con i quali si disponeva un ripensamento dell’intera vicenda degli immobili di proprietà comunale destinati ad uso sociale, sulla base delle sentenze della corte dei conti e in attesa del nuovo regolamento. 20 giorni sono pochi per risolvere una questione così complessa ma provarci è indispensabile e il tentativo ha un significato profondo per la storia dei luoghi liberi di Roma. In questi 20 giorni chiediamo un confronto pubblico con le forze politiche responsabili dell’ennesimo atto miope e lesivo nel confronti dell’Angelo Mai e della comunità che lo abita, chiediamo che vengano presi degli impegni concreti per fermare qualsiasi altro atto simile e chiediamo alla cittadinanza, alle artiste e agli artisti di continuare a mobilitarsi.
Abbiamo reagito e siamo rientrati a testa alta, continueremo in questi giorni fragili a tenere occhi e cuore aperti e a continuare a fare rumore. Chiediamo che sia riconosciuto il ruolo cardine che Angelo Mai svolge in città, rimarcando che il servizio che dal 2004 l’Associazione svolge per la città di Roma è parte fondamentale del sistema culturale cittadino e nazionale. Riteniamo pertanto opportuno che venga finalmente garantito all’Angelo Mai un adeguato inquadramento amministrativo accompagnato da un congruo sostegno economico che possa garantire la corretta ed equilibrata prosecuzione professionale dell’attività.»
A seguire gli artisti e le diverse realtà ravennati che ad oggi hanno sottoscritto l'appello contro lo sgombro dell’Angelo Mai.
Altre Velocità, Amycanbe, Mirto Baliani, Belle Bandiere, Rosetta Berardi, Andrea Bernabini, Bronson Produzioni, Cacao, Lorenzo Carpinelli, Salvatore Caruso, Cantieri Danza, Comaneci, Cooperativa E, Cisim, Drammatico Vegetale, ErosAntEros, Fanny & Alexander, Iacopo Gardelli, Andrea Lepri, Lady Godiva Teatro, Lato Oscuro Della Costa, Camilla Lopez, Tonya Garante, Gerardo Lamattina, Emilio Macchia, Margherita Manzelli Simone Marzocchi, Franco Masotti, Menoventi, Francesca Morello, Gruppo Nanou, Ortographe, Osservatorio Fotografico, Ovo, Pandaproject, Gianni Parmiani, Francesca Proia, Matteo Ramos Arevalos, Davide Reviati, Rigolò, Tanti Cosi Progetti, Teatro delle Albe, Teatro del Drago, Teatro Onnivoro, Massimiliano Rassu, Ravenna Cinema, Ravenna Teatro, Start Cinema, Cristina Ventrucci.