9. mar, 2018

Dal porto di Marina di Ravenna salperà Marina, la sirena realizzata dai bambini della scuola Mameli

RAVENNA: Si chiama Marina ed è la sirena/polena che i bambini della classe 4 A della scuola primaria Mameli hanno realizzato in stoffa per raggiungere altri bambini e altre scuole lungo le coste italiane e invitarli a raccontare la loro località, i loro sogni e desideri e tessere così relazioni di amicizia e condivisione.
Il progetto, nato da un’idea di Roberto Papetti con la coordinazione di Adriano Baratoni, è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa tenutasi in municipio alla quale hanno partecipato l’assessora alla Pubblica istruzione e infanzia, Ouidad Bakkali, Roberto Papetti, ideatore del progetto, Adriano Baratoni, presidente della Pro loco Marina di Ravenna, Giancarlo Frassineti, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Del Mare e l’insegnante coordinatrice del progetto Fiorella Comparato.
L’evento è promosso dalla Pro loco di Marina di Ravenna e dall’Istituto comprensivo Del mare – scuola primaria Mameli con la collaborazione degli assessorati alla Pubblica istruzione e infanzia e all’Ambiente del Comune.
“Il progetto – ha commentato l’assessora Bakkali – è accattivante e molto educativo e per questo ha raccolto subito il consenso dell’amministrazione. Attraverso una modalità giocosa, in grado di stuzzicare curiosità e interesse e creare anche la ‘suspense’ dell’attesa e della sorpresa, i bambini e le bambine della scuola ravennate potranno entrare in relazione con altri bambini e bambine di realtà italiane costiere, che condividono quindi l’elemento mare, per uno scambio culturale su modi di vivere e di essere all’insegna della convergenza come della divergenza, ma sempre dell’amicizia”.
La bambola, che si ispira alla figura mitologica della sirena, intraprenderà quindi un viaggio lungo paesi e città della costa italiana, da Trieste a Ventimiglia, e cercherà di “ammaliare” bambini di altre scuole, che potranno ospitarla per una settimana durante la quale testimoniare e raccontare il passaggio nella classe, il paese o la città in cui abitano, il loro mare, il paesaggio, la natura e il folklore locali, il dialetto, ecc.; creare nuovi giocattoli da condividere e giochi da fare insieme; fantasticare sul mare e sulle sue mitiche figure, sul mondo emerso e sommerso e, ancora, mandare messaggi attraverso foto, racconti, disegni, dispositivi audio e video.
Il fine è quello di creare relazioni, favorire l’apertura dei bambini verso altre realtà, suscitando curiosità e interesse.
Come ogni gioco che si rispetti anche questo ha le sue regole: ogni classe che riceverà il forziere con la sirena compilerà un giornale di bordo con il nome della classe, della scuola ospitante, del periodo di permanenza apponendo un’etichetta sul baule e potrà riempirlo di racconti, storie, proposte, giochi.
La sirena Marina, le cui tappe saranno attentamente seguite, dovrà fare ritorno a Ravenna entro il 30 aprile 2019.
Il materiale raccolto lungo il viaggio sarà oggetto di una mostra e, a conclusione, si svolgerà la Grande festa di fine anno scolastico dove verranno illustrati i lavori realizzati e a cui parteciperanno rappresentanze delle scuole che hanno aderito.

Qualche curiosità
La sirena di Marina non è la prima creatura realizzata da bambini per esperienze simili di viaggio. Tra i precursori c’è Bernadette, un orsacchiotto di pezza che, partito dalla cameretta di un bambino, ha girato il mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, ospitato da altri bambini per veicolare l’idea di fratellanza. Poi è stata la volta di Peppo e Fragolina, due bambole in costume create dai bambini di Piana degli Albanesi, dove dal 1700 vive una comunità albanese perfettamente integrata con la cultura locale, che hanno girato con un diario per due anni nelle scuole di tutte le regioni italiane.
Ma la storia più toccante è quella della Valigia della memoria, partita da una scuola di Casteldelci, nel Montefeltro, intitolata a Maria Gabrielli, una bambina di 7 anni uccisa nella strage nazifascista di Fragheto il 7 aprile 1944. La Valigia ha raggiunto scuole di altre località note per essere state teatro di stragi, consentendo la realizzazione di un vero e proprio libro di storia, simbolo del viaggio nei luoghi della memoria.