MOSTRE

18. dic, 2018

Sabato 22 dicembre 2018, ore 18.00, alla Galleria comunale d’arte di Faenza (Voltone della Molinella 4/6) si inaugura la mostra “Due Terzi”, una personale di Martino Neri, curata da Fabio Lopez.
Nel 2013 Martino Neri esponeva le sue opere Come Frammenti, cinque anni dopo torna alla Molinella per presentare il suo lavoro al pubblico della città in cui da sempre vive e dipinge.
A conclusione del biennio specialistico in Arti visive e Nuovi linguaggi Espressivi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, questa nuova mostra riassume l’evoluzione artistica, parallela al percorso accademico.
“Due Terzi richiama le linee di forza scelte dall’autore” – sottolinea Fabio Lopez - “che evita le griglie costruttive centrali per concentrarsi su visioni laterali, generando un contrasto tra inquadratura dinamica e immagine sospesa. Questa scelta stilistica non rimane un semplice vezzo visivo, ma diventa un mezzo per accompagnare lo spettatore attraverso un mondo interiore riflesso nei dipinti e nelle suggestioni proposte”.
Seguono questi canoni i dipinti realizzati tra il 2017 e il 2018, dove la ricerca pittorica è un racconto quotidiano volto a rappresentare le sensazioni semplici dell’umano nel suo vivere.
Influenzato dalle atmosfere stilistiche della prima metà del ‘900, Neri si racconta nelle sue opere come un figlio della fine del XX secolo, sintetizzando un sistema astratto unito a una serie di quieti e superstiti richiami realisti.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2019 con i seguenti orari: tutti i giorni dalle 15.00 alle 19.00. (www.martinoneri.it).

13. dic, 2018

Venerdì 21 dicembre alle 19 nella sala del Mosaico della biblioteca Classense verrà inaugurato e presentato l'intervento artistico di Giovanni Manfredini La Pietà (calco corporeo e tecnica mista su tavola, cm 200x150).
Oltre all ’artista saranno presenti l'assessora alla Cultura, Elsa Signorino e il direttore della biblioteca Classense, Maurizio Tarantino.
Nel 2018, quattro artisti contemporanei, quattro importanti pittori italiani hanno salutato l'arrivo delle stagioni realizzando una grande opera appositamente per la straordinaria sala del Mosaico della Classense.
Dopo Daniela Alfarano (20 marzo), Giovanni Frangi (21 giugno) e Luca Pignatelli (23 settembre), è la volta di Giovanni Manfredini, venerdì 21 dicembre, solstizio d'inverno.
L'opera di Manfredini La Pietà riporta il calco dell'artista; una tecnica molto particolare, frutto di attente sperimentazioni e di profondità esperienziali che vogliono richiamarci all'esperienza del Cristo. 
«La madre tiene il figlio esanime fra le braccia e il corpo emerge dal fuoco» scrive la critica d'arte Alexandra Henze Triebold nel testo in catalogo, «un corpo straziato e deformato dalla morte; è il calco dell’artista che rappresenta tutta l‘umanità».
 
LA MOSTRA
Giovanni Manfredini. La Pietà
21 dicembre 2018 / 21 febbraio 2019.
Inaugurazione venerdì 21 dicembre ore 19.
Orari: feriali 10-18, domenica: 14-18. Chiuso ogni lunedì, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio. Ingresso Libero.
L’ARTISTA
GIOVANNI MANFREDINI
Nato nel 1963, ha allestito mostre personali a Madrid, Napoli, Milano, Roma, Berlino, Waiblingen, Basilea, Berna, Bolzano, Épinal, Londra, Francoforte, Stoccarda e ha partecipato a mostre collettive come la 54a Biennale di Venezia, esponendo inoltre presso: MoMA PS1 (New York), Stedelijk Museum (Amsterdam), SMAK (Gand), Kaiserdome Frankfurt, Kunstmuseum Bonn (Germania), Fukuyama Museum of Art (Giappone), Modern Art Gallery di Bologna, MART a Trento e Rovereto.
Sue opere sono state esposte accanto a quelle di Caravaggio nella Cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo a Roma.
Durante la 56a Biennale di Venezia ha presentato alla Fondazione Giorgio Cini (Isola di San Giorgio Maggiore) l’opera Stabat Mater Dolorosa, con colonna sonora appositamente creata da Ennio Morricone.
Nel 2016 ha creato per Papa Francesco il Pastorale della Misericordia, pensato come un simbolo per il nuovo corso della Chiesa. Nel 2018 ha esposto a Massa - Palazzo Ducale insieme a Daniel Spoerri nella mostra dal titolo The other half of the sky may be obscured, a Napoli in Evidence of contemporary disquiet presso la Chiesa di San Giuseppe delle Scalze, esposizione prodotta dal Goethe-Institut, che sarà itinerante in diversi musei internazionali.
Presso il Museo della Città di Rimini presenta Corpo Sacro, un’opera posta in relazione con la Pietà di Giovanni Bellini e con la scultura lignea di Giovanni Teutonico. Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche e in diversi musei internazionali.
IL CICLO ASCOLTARE BELLEZZA 
È un progetto promosso dall'assessorato alla Cultura e dall’Istituzione Biblioteca Classense.
Come in un momento di raccoglimento, ogni giorno dell'inizio della stagione si apre con un omaggio alla natura attraverso l'arte, la più miracolosa espressione della creatività umana.
La stessa che ci permette di esteriorizzare ciò che è dentro di noi e ristorarci nell' ascolto della bellezza. Per questo, nel giorno esatto di ogni solstizio o equinozio, nella sala del Mosaico della biblioteca Classense (il cui pavimento è una preziosa opera che riluce di storia) viene presentato in parete un apposito intervento d'arte. Ogni mostra resterà visibile per 60 giorni. L’accesso alla Sala del Mosaico è da via Baccarini, 1-3.
È stato annunciato il programma 2019 di ASCOLTARE BELLEZZA.
Per la seconda volta, quattro artisti contemporanei, quattro importanti pittori italiani, saluteranno l'arrivo delle stagioni realizzando una grande opera per questo spazio unico: Daniele Galliano mercoledì 20 marzo; Nanni Balestrini giovedì 20 giugno; Arnold Mario Dall'O' domenica 22 settembre e Nicola Samorì sabato 21 dicembre.
LA SALA DEL MOSAICO
Nella grande sala al secondo piano del complesso classense si conserva il mosaico pavimentale qui collocato alla fine dell'Ottocento, quando questo spazio faceva parte della Pinacoteca dell'Accademia di Belle Arti, allora situata in Via Baccarini. Il mosaico si compone di tre pannelli con decorazioni differenti e fu rinvenuto nel 1875 nell'area di Classe, nelle vicinanze dalla Basilica di Sant'Apollinare in Classe. L'ipotesi più probabile, allo stato attuale degli studi, assegna il pavimento alla Basilica Beati Probi, grandioso edificio religioso dedicato ad uno dei primi vescovi di Ravenna. Dopo il ritrovamento, i mosaici vennero composti in questo ambiente tra il 1889 e il 1890 sotto la direzione di Gaetano Savini (1850-1917), pittore, decoratore e docente dell'Accademia di Belle Arti. Il mosaico, che si può attribuire a maestri di origine orientale, è considerato il più elegante mosaico pavimentale ritrovato in area ravennate.

11. dic, 2018

Domenica 16 dicembre alle 16.00 inaugurazione della mostra di Ciro Aurilia
Domenica 16 dicembre alle 16 nella Manica Lunga della Biblioteca Classense, inaugura la mostra di Ciro Aurilia Praesepium Architectus. Personaggi del presepe napoletano. Saranno esposti tre “tòpoi”, cioè tre ambientazioni caratteristiche del presepe classico napoletano, realizzati dallo stesso Aurilia, insieme ad un percorso di pannelli didascalici che illustrano gli esiti di quest’arte che a Natale appassiona ancora oggi milioni di persone.
La mostra riassume 24 anni di lavoro nella creazione di pastori e presepi maturati dall’autore, Ciro Aurilia, tra Ravenna, sua città d’adozione, e altre città d’Italia, sempre tenendo come faro la grande tradizione napoletana del Settecento.
L'immagine dell’Oriente peculiare del presepe napoletano di questo periodo –  età d’oro per questi manufatti, alla quale Aurilia si ispira nella sua produzione - testimonia di una città che è una grande capitale europea, ricca di tradizioni culturali e pervasa da un profondo afflato religioso che si manifesta anche in questo tipo di produzione artistica.
L'intento della mostra è di presentare personaggi e composizioni presepiali che testimonino le capacità scenografiche della tradizione napoletana nella messa in scena della Natività. Non si trattò di un’arte chiusa agli stimoli provenienti dalla vita di ogni giorno, anzi fu sempre capace di rispecchiare le abitudini sociali e le mode delle persone del tempo: elemento, questo, su cui anche Aurilia fa leva ancora oggi.
Il percorso illustra le caratteristiche di alcune classiche tipologie di personaggi presenti nelle diverse composizioni, riproducendo tutta una serie di dati oggi difficili da recuperare senza un attento studio. Attraverso un apparato di pannelli didascalici, la mostra propone un viaggio nel mondo incantato del presepe napoletano dove la natura, la religiosità e in generale la società di quel periodo si intrecciano in uno scenario fiabesco, esotico ma anche popolare.
Il progetto di mostra, curato e realizzato dallo stesso Ciro Aurilia, è stato reso possibile grazie al Comune di Ravenna, Assessorato alla Cultura, l’Istituzione Biblioteca Classense e l’Associazione Arte & Danza di Ravenna.
 
LA MOSTRA
Praesepium Architectus. Personaggi del presepe napoletano
Biblioteca Classense, Manica Lunga
18 dicembre 2018 – 9 gennaio 2019
Inaugurazione domenica 16 dicembre 2018 ore 16, Sala Muratori (Via Baccarini 5)
 
Orari di apertura:
domenica e lunedì 14-19
dal martedì alla domenica 10-12; 15-18
Chiuso il lunedì, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio 2019
Ingresso libero

10. dic, 2018

Dal 15 dicembre al 6 gennaio 2019, le storiche cantine Zoli, del Ristorante enoteca "La Vecia Cantena dla Prè", in piazza Cavour a Predappio Alta, ospiteranno, negli orari di apertura dei locali, una interessante mostra in arte Grota deidicata ai presepi. 
L'esposizione raccoglie una trentina di tele, piatti dipinti, uova di strizzo, etichette su bottiglia di vino con dipinti dedicati alla natività. 
L'inaugurazione è per sabato 15 dicembre, alle ore 17.00 con buffet offerto dal ristorante e degustazione con il sangiovese della cantina. Ingresso libero.  

4. dic, 2018

Alla Galleria comunale d’arte di Faenza, dal 7 al 19 dicembre prossimi, una personale di Massimo Luccioli.
Venerdì 7 dicembre, alle ore 17.30, alla Galleria comunale d’arte di Faenza (Voltone della Molinella 4/6) si inaugura la mostra di Massimo Luccioli dal titolo “Dal Segno al Frammento - L’Indistinto Spaziale”.
Massimo Luccioli, affermato artista tarquiniese, con una ricerca da sempre centrata sull’indissolubile legame tra segno e materia espone alla Galleria due cicli di opere a prima lettura distanti per materia e tecnica, ma vicine per implicazioni poetiche: pannelli in terracotta dai piani e superfici stratificati e grandi carte dalla materia pittorica rarefatta e incorporea.
La mostra, curata da Lorenzo Fiorucci, è un itinerario profondo e maturo che trasfigura la materia in segno e viceversa.
Le superfici vestite di fumo, i grumi di segni, gli addensamenti materici dei pannelli di terracotta, trasmutano negli aloni, nella caligine, nella materia diradata e impalpabile delle carte e disegni.
L’artista, protagonista della ceramica italiana, presentando la serie dei disegni a Faenza, capitale della ceramica internazionale, sposta l’attenzione sull’interrogativo metodologico che vede nella scultura l’esito estremo e ultimo di un’azione complessa e matura.
Nel catalogo della mostra (Editoriale Umbra, Foligno) sono presenti, oltre a quelli dell’autore, anche testi di Lorenzo Fiorucci, Flaminio Gualdoni e Massimo Isola.
L’allestimento è di Ennio Nonni, il progetto grafico di Antonio Picardi. Referenze fotografiche: Riccardo Pieroni e Manuela Giusto.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 19 dicembre 2018 nei seguenti orari: martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00, mercoledì e venerdì dalle 16.00 alle 19.00 (lunedì chiusa).
Info: tel. 333 8511042,  mail: lucciola331@gmail.com.